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Social network ed ecommerce hanno salvato le vendite degli artigiani

La ricerca Restart Italia evidenzia che il 42% delle attività considerate ha puntato soprattutto a nuovi modelli di comunicazione e di vendita

L'Italia degli artigiani, degli esercenti e dei piccoli imprenditori punta sempre più sul digitale per resistere all'emergenza Covid-19 e per ripartire. È quanto emerge dalla ricerca #RestartItalia, condotta dalla community dei lavoratori della rete Wwworkers insieme all'impresa Tree e in collaborazione con l'Associazione Giovani Imprenditori (Agia) di Cia-Agricoltori Italiani e GammaDonna su oltre 400 realtà commerciali presenti in tutto il territorio nazionale che hanno affrontato il lockdown reinventando parte del loro lavoro per adeguarsi alle misure di sicurezza e ai cambiamenti del mercato.

Si tratta in particolare di piccole attività che hanno saputo ripensare i propri modelli commerciali per resistere a una crisi che, secondo i recenti dati di Confcommercio, ha visto i consumi di aprile crollare del 47,6% rispetto all'anno scorso. In questo quadro, la ricerca #RestartItalia evidenzia come il 27% delle aziende considerate abbia dovuto chiudere per adeguarsi alle norme del lockdown, ma nel 31% dei casi, invece, queste piccole e medie realtà hanno scelto di ridurre la produzione, mentre nel 16% dei casi hanno deciso di riconvertire specifici prodotti o servizi cambiando in parte o del tutto i propri modelli di vendita.

Le situazioni mappate sono tra loro molto varie. Si va dall'esperienza dell'ecommerce di quartiere Daje Shop a Roma, per sostenere le attività locali, al caso di Mulinum, che grazie a internet ha ricevuto ordini da tutta Italia per le sue farine arrivando anche a 500 ordini al giorno. Tra gli altri casi censiti c'è poi la cooperativa sociale Progetto Quid che ha convertito parte della sua produzione in mascherine certificate o ancora il Maglificio Angorelle che ha affiancato ai servizi di ecommerce anche la consulenza in video chat di personal shopper.

Tratto comune di queste risposte sono state soprattutto le possibilità offerte da internet e dal digitale, che per il 70% degli imprenditori intervistati hanno rappresentato un mezzo fondamentale per continuare a lavorare. Come spiega il fondatore di Wwworkers, Giampaolo Colletti, «Nella nuova normalità creata dall'emergenza Covid-19, che riscrive abitudini e relazioni, il digitale diventa un moltiplicatore di opportunità, non più un elemento accessorio».

In particolare, il 42% delle attività considerate ha puntato soprattutto a nuovi modelli di comunicazione e di vendita, con l'87% degli intervistati che ha scelto di incrementare l'uso dei social media anche grazie a contatti diretti con i clienti tramite le chat di WhatsApp, Telegram o Messenger, usate nel 32% dei casi censiti, così come con la realizzazione di video su YouTube (16% dei casi) o in live streaming (32%). Altro alleato fondamentale è stato l'ecommerce, utilizzato come nuovo canale di vendita dagli imprenditori intervistati nel 39% dei casi.

Tra i social più utilizzati per ripensare le strategie imprenditoriali, però, spicca soprattutto Facebook, usato dal 93% degli intervistati. E questo dato è in linea con quanto emerso da una ricerca Ipsos dello scorso gennaio sull'impatto dell'app economy sulle imprese italiane, secondo la presenza sul social network nel 2019 avrebbe aiutato oltre il 44% delle piccole e medie imprese del nostro territorio a incrementare le vendite sia sul mercato interno sia all'estero.
tratto da www.wired.it
Di Andrea Pitozzi

 

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