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Costruire una internet quantistica con "atomi artificiali"

Il progetto di un team di ricerca dell'universita' Bicocca di Milano per creare comunicazioni in rete a prova di intercettazione e di furto di informazioni

Costruire una internet quantistica con "atomi artificiali"
Il progetto di un team di ricerca dell'università Bicocca di Milano per creare comunicazioni in rete a prova di intercettazione e di furto di informazioni
La fibra ottica permette a internet di viaggiare ad altissime velocità ma se il segnale fosse trasmesso attraverso una rete di nodi quantistici attraverso i quali corrono i flying qubit, fotoni che viaggiano su lunghe distanze alla velocità della luce, le comunicazioni diventerebbero a prova di intercettazione facendo drasticamente calare i rischi di furti d'informazione.

Su quest'idea si basa la recente ricerca pubblicata su Nature Materials, dal titolo Droplet epitaxy of semiconductor nanostructures for quantum photonic devices, e condotta dal team guidato dal docente di fisica della materia dell'università di Milano-Bicocca, Stefano Sanguinetti.

Secondo Sanguinetti, per implementare l'uso di una internet quantistica affidabile è innanzitutto necessario sviluppare una sorgente di luce quantistica che possa fornire i fotoni, particelle corpuscolari di luce, in grado di veicolare il segnale internet.

Tra le fonti di luce quantistica attualmente esistenti le piattaforme che generano fotoni e sono basate sulla tecnologia quantum dot dei semiconduttori, sembrano avere le carte in regola per soddisfare i requisiti del progetto.

Questi fotoni, chiamati anche "atomi artificiali", consentirebbero una forte integrazione con altre componenti fotoniche ed elettroniche, come chip miniaturizzati, che consentirebbero poi di creare la base per l'emissione del segnale internet quantistico.

Il gruppo di Sanguinetti è all'avanguardia nello studio e nella fabbricazione di questi atomi artificiali, avendo sviluppato una tecnologia innovativa per la loro produzione. Per farlo si sono avvalsi di collaborazioni internazionali che coinvolgono centri di ricerca giapponesi (Nims Tsukuba), europei (Jku Linz e Università di Firenze) e cinesi (University of Electronic Science and Technology, Chengdu).

"Il sogno di un quantum internet è ancora lontano", spiega Stefano Sanguinetti, "anche se sono comunque già disponibili sistemi commerciali di comunicazione basati su crittografia quantistica, che offrono una maggiore sicurezza poiché utilizzano chiavi codificate negli stati dei sistemi quantistici (i fotoni) che vengono scambiati all'interno della rete".
tratto da wired
di Gabriele Porro

 

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