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Notizie Sportive - Sport (12/01/2018)

Abidal, il cancro e il gelo di Messi Non accettava di vedermi malato

La rivelazione: Io lottavo e mandavo video per incitare i compagni

NOI E LA MALATTIA. Degli altri. Come ci dobbiamo comportare, da sani, quando ci imbattiamo nell’amico sfigurato dal dolore fisico? È meglio far finta di niente? Oppure conviene adattarsi alla nuova realtà, spesso tragica, evitando le ipocrisie e le finzioni? Da sempre, sul delicatissimo tema il dibattito è aperto. Tanto che hanno suscitato scalpore, anche legittimo, le parole di Eric Abidal. Un campione del calcio. Campione anche in corsia di ospedale: ha sconfitto un tumore al fegato. IL RACCONTO. Abidal, francese, giocava nel Barcellona. La grande squadra emblema della Catalogna e simbolo del calcio spettacolo. Un giorno avverte un fastidio insolito. Si ferma per un controllo... e i dottori fanno presto a scoprire le origini del malessere. «Avevo imposto a me stesso di non nascondere la mia situazione – ha spiegato Abidal in una intervista ad una televisione transalpina –. Nello spogliatoio i compagni sapevano tutto e io li tenevo aggiornati sul decorso della malattia». «Alla vigilia di una partita importante, che ovviamente non avrei potuto disputare, ho mandato un video ai ragazzi del Barca. Per incoraggiarli: volevo fossero consapevoli che continuavo a lottare insieme a loro e che desideravo vederli vincere». A QUESTO PUNTO, per tornare al tema di partenza (cioè: come ci dobbiamo comportare, da sani, quando ci imbattiamo nella malattia del prossimo?), Abidal riceve un messaggio da Leo Messi. Dal Campionissimo azulgrana, uno dei più grandi assi nella storia del pallone. «Leo è sempre stato molto affettuoso con me – ha dichiarato il francese – ma mi pregò di non mandare più video messaggi al gruppo, perché ero così deperito e malconcio che a vedermi gli altri, i compagni, andavano in crisi. La cosa mi colpì molto, perché io mi guardavo allo specchio e non mi sembrava di essere poi così tanto giù». IL LIETO FINE. La vicenda di Abidal ebbe uno sviluppo felicemente imprevisto. Operato, è guarito. Nel frattempo era stato proprio lui a consolare i colleghi del Barcellona: «Avevano avuto l’impressione di imbattersi in un cadavere che camminava – ha raccontato – mentre io li ho rincuorati, invitandoli a pensare alle vittorie che meritavano di ottenere». E c’è stata, tra quelle vittorie, la più bella. Primavera 2011, 28 maggio. Stadio di Wembley. finale di Champions League. Abidal, tornato atleta, è in campo con Messi e gli altri. L’avversario è il Manchester United. I CATALANI trionfano per 3-1. Alla fine, cerimonia di premiazione, il capitano del Barca, Pujol, deve andare a ritirare la Coppa con le orecchie. Invece fa un passo indietro, chiama Eric e gli sussurra: tocca a te, vai a prenderla. A volte, le favole esistono. notizia tratta da La Nazione www.lanazione.it

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