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Adieu Johnny, moschettiere del rock La Francia in lacrime per Hallyday

Il cantante e attore si e' spento a 74 anni. Una vita da icona nazionale

PARIGI

ALLE SEI del mattino c'erano già centinaia di persone a Marnes-la-Coquette, paesetto immerso nel verde a venti chilometri da Parigi, venute da tutta la Francia per raccogliersi davanti alla villa di Johnny Hallyday. Molti piangevano, tutti avevano portato un fiore, un biglietto di addio da lasciare davanti ai cancelli. È morto in casa sua martedì notte alle 2 e 34, stroncato da un cancro al polmone, l'idolo delle folle. Aveva 74 anni. Tutta la Francia si è fermata. Non era solo un cantante, un rocker che da più di mezzo secolo calcava il palcoscenico: per milioni di persone Johnny Hallyday era una leggenda vivente, un mostro sacro, un monumento nazionale, un frammento di vita in cui tutti si riconoscevano. Un "eroe francese", per usare la definizione del presidente Emmanuel Macron: «Abbiamo tutti in noi qualcosa di Johnny. Ci mancherà. Avevamo l'impressione che fosse invincibile: adesso è nel Pantheon della canzone, dove ha raggiunto le altre leggende del rock e del blues che amava tanto», ha commentato dall'Algeria dov'era in visita ufficiale. MACRON era amico di Johnny. Lo aveva visto l'ultima volta un mese fa durante una cena a casa di Line Renaud, l'attrice che nel 1960 aveva fatto da madrina a quell'adolescente che «parlava solo con dei sì e dei no». Racconta Line Renaud: «Sapevo che stava male ma lo avevo invitato lo stesso, e lui è venuto. A un certo punto ha perfino cantato: quell'uomo aveva una forza straordinaria». Emmanuel Macron si è detto favorevole ad un omaggio nazionale; il feretro di Johnny Hallyday dovrebbe percorrere gli Champs-Elysées sabato prossimo fino a place de la Concorde, dove si svolgerà la cerimonia. Un altro omaggio nazionale avrà luogo invece domani agli Invalidi in onore dello scrittore Jean d'Ormesson: una strana congiuntura ha voluto che due grandi figli della Francia - il rappresentante dell'anima colta e aristocratica e quello dell'anima popolare e giovanile - morissero a 24 ore di distanza l'uno dall'altro. «È MORTO con dignità e coraggio, come ha sempre vissuto. Fino all'ultimo ha tenuto testa alla malattia. Adesso il mio uomo non c'è più, e ancora non riesco a crederci. I suoi occhi azzurri illumineranno ancora e ancora la nostra casa e le nostre anime", ha scritto Laetitia Hallyday, la giovane moglie (32 anni meno di lui) che ha condiviso il suo ultimo periodo. "Il nostro dolore è immenso", hanno detto piangendo Laura Smet e David Hallyday, i due figli di Johnny. INTERPRETE di canzoni del patrimonio popolare, attore, icona dei rotocalchi e geniale imprenditore di se stesso, l'Elvis Presley francese è stato l'uomo di tutti i record: 183 tournées in tutto il mondo, 30 milioni di spettatori ai concerti, 110 milioni di dischi venduti, 40 dischi d'oro, 22 di platino e 5 di diamante, mille canzoni interpretate, 77 volte in copertina su Paris Match, 500 club che portano il suo nome, 200 apparizioni all'Olympia, centinaia di fan che si sono fatti tatuare la sua firma sull'avambraccio... Un fenomeno di passione collettiva che lui solo, il Johnny nazionale, è riuscito a tenere in vita. Da oggi la stazione Duroc della metropolitana di Parigi (in cui per tutto il giorno sono echeggiate le sue canzoni) cambia targa: si chiamerà "Durock Johnny". Una bella rivincita per Jean-Philippe Smet (questo il vero nome della rockstar), nato il 15 giugno 1943 a Parigi dall'unione fra l'attore e ballerino belga Léon Smet -- che abbandonò la famiglia quando Johnny aveva 8 mesi - e Huguette Clerc, parrucchiera e modella per una piccola sartoria, che affidò il figlio a sua cugina Desta e al marito, il ballerino americano Lee Lemoine Ketcham. Quest'ultimo si esibiva in scena sotto il nome di Lee Halliday...notizia tratta da La Nazione www.lanazione.it

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