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Notizie Dal Mondo - Cronaca (07/12/2017)

Gerusalemme capitale d'Israele Trump: ora la pace e' piu' vicina

Netanyahu: Una svolta storica. Onu, convocato Consiglio sicurezza

NEW YORK

 HA MESSO una grande firma davanti alle televisioni sulla dichiarazione ufficiale. Donald Trump, rompendo un silenzio politico che durava da quasi 70 anni, ha riconosciuto ieri Gerusalemme capitale di Israele. Ha annunciato che anche l'ambasciata americana si muoverà nella «nuova capitale» che israeliani e palestinesi si contendono anche dopo l'occupazione dei territori da parte delle forze di Tel Aviv nel 1967 attraverso la quale hanno ottenuto il controllo anche di Gerusalemme Est a stragrande maggioranza araba. Trump è stato criticato dai maggiori leader mondiali, dagli arabi agli europei, dai russi ai cinesi fino al Papa - che ha detto: «Bisogna mantenere lo status quo» - perché tutti pensano che la storica e controversa decisione anche se sostanzialmente simbolica e senza effetti immediati rischia di far deragliare definitivamente il processo di pace in Medio Oriente, se non addirittura creare le premesse per una nuova guerra regionale. Ma il presidente ha precisato: «L'ho fatto per rompere una situazione di stallo». SOLO il premier israeliano Netanyahu lo sostiene e ha definito la mossa del presidente Usa «una pietra miliare». Ma il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres pochi minuti dopo il suo annuncio ha dichiarato: «Mi sono sempre definito contrario a ogni misura unilaterale che metta a repentaglio la prospettiva della pace. Gerusalemme deve essere la capitale degli israeliani e dei palestinesi con la realizzazione di due Stati che vivono uno vicino all'altro. Non esiste un piano B per la pace in Medio Oriente». Nella notte, otto Paesi tra cui Italia, Gran Bretagna e Francia, hanno chiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza. Dovrebbe tenersi venerdì prossimo. Da Teheran l'ayatollah Khamenei ha definito il gesto di Trump «un segno di incompetenza e di fallimento della sua politica che l'Iran non accetterà mai». Fino a pochi minuti prima dell'annuncio le pressioni sulla Casa Bianca sono state fortissime anche da parte dello stesso Congresso americano, ma Trump ha tirato dritto. Ha voluto mantenere la sua promessa elettorale, sostenendo di aver agito per «tutelare gli interessi dell'America e anche della pace». Un sondaggio istantaneo però vede il 69% degli americani contrari alla decisione. I maligni insinuano che aver scelto la giornata di ieri per l'annuncio, quando il figlio Donald jr era sotto torchio in Congresso sul Russiagate, è servito al presidente per spostare l'attenzione su un tema caldo della politica estera. Anche se non gestito dal segretario di stato Tillerson in viaggio in Europa, ma dal genero Jared Kushner, grande amico di Netanyahu. CONVINTO, insieme al suo avvocato stratega Greenblatt che con l'appoggio dell'Arabia Saudita, pronta a grandi finanziamenti nel futuro, lo scenario della road map potrebbe cambiare a partire dal superamento degli storici confini del 1967 e della soluzione dei due Stati, Kushner ha ottenuto almeno il riconoscimento di Gerusalemme capitale. Con parole lapidarie invece il presidente francese Macron, che fino all'ultimo aveva cercato di fermare l'amico Trump, ha commentato quasi indignato: «La Francia non approva questa deplorevole decisione». Anche la Merkel ha preso le distanze dal presidente americano.
Tratto da La Nazione

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