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Notizie Nazionali - Politica (12/10/2017)

Fiducia ok sulla legge elettorale. Pd alta tensione per il voto segreto

Primi si alla camera.

Antonella Coppari ROMA
SARÀ pure circoscritta a un solo passaggio, però c'è suspense per la prova finale di oggi, con il voto segreto. Sulla carta i numeri per approvare il Rosatellum 2.0 a Montecitorio ci dovrebbero essere: alla coalizione che appoggia Gentiloni si aggiunge l'apporto di Forza Italia e Lega (77 parlamentari in tutto) che ieri hanno fatto da spettatori non paganti, cui potrebbero sommarsi gli uomini di Pisapia. Però le due votazioni sulla fiducia qualche campanello d'allarme l'hanno fatto suonare: 307 sì sull'articolo 1 (90 no e 9 astenuti) e 308 sull'articolo sull'articolo 2 (81 no, 8 astenuti) sono pochi, insufficienti per avere la certezza che in queste ore maggioranza e, soprattutto, governo (a rappresentarlo in aula solo il sottosegretario all'Interno Bocci) stanno cercando. Il ventre molle è situato nella variegata area centrista ma nel Pd ci sono assenti di peso come Cuperlo («non voto la fiducia perché è un errore») e dissidenti doc come la Bindi, che annuncia che non voterà la legge, o Monaco. Considerando che tra i berlusconiani e gli alfaniani ci sono mal di pancia, si capisce perché ai vertici del Nazareno si è riaccesa la spia rossa dei franchi tiratori. Di qui, le marcature strettissime, con Orlando e Franceschini a catechizzare in Transatlantico i parlamentari di riferimento, le minacce che non saranno ricandidati ai deputati considerati «a rischio» per portare a casa la partita stasera o, se si arriva ai tempi supplementari dopo il terzo voto di fiducia, domani. CASOMAI ci fosse il patatrac, il governo non rischierebbe l'osso del collo. Secondo ipotesi che circolano nei palazzi istituzionali, farebbero infatti testo le tre votazioni di fiducia incassate. E quindi nessuno dall'alto andrebbe a chiedere né tanto meno a pretendere le dimissioni di Gentiloni che potrebbe restare a Palazzo Chigi, avendo davanti pochi mesi di legislatura, con una legge di Stabilità da mandare avanti. L'impatto sarebbe d'immagine, soprattutto per il Pd. Ragion per cui al Nazareno attendono vigili e un po' in apprensione le prossime ore. Peraltro, il clima di tensione che si è creato attorno al partito democratico turba il suo leader, Renzi. Che scende in campo, ricorda come la fiducia sulla legge elettorale fu posta da De Gasperi nel 1953 e attacca grillini e bersaniani: «Si è parlato di ‘Fascistellum', ma ci rendiamo conto della gravità di questa violenza verbale? Il Rosatellum prevede collegi in misura inferiore al Mattarellum, ma dove sia l'elemento fascista mi sfugge». SE, come è prevedibile, la normativa passerà indenne l'esame alla Camera, si troverà di fronte alla prova del Senato, dove potrebbe approdare in Aula il 24 ottobre. Formalmente non sarebbe necessario blindare il testo: i tecnici segnalano che esiste la possibilità di voto segreto solo sulle norme che riguardano le minoranze altoatesine, su cui a giugno è caduto il ‘Tedeschellum'. Ma la spina acuminata è l'ostruzionismo. La legge di bilancio incalza e lasciare campo libero alle strategie anti-Rosatellum del movimento 5 Stelle rischierebbe di allungare troppo i tempi, senza contare che quando si vota su decine di emendamenti l'incidente è sempre possibile, tanto più al Senato dove esiste una massa di senatori in libertà poco controllabili. Quindi la fiducia, come anticipatoda Napolitano, ci sarà: anche qui dovrebbero non esserci problemi. Resta in sospeso l'ipotesi di abbinare questo voto con quello dello ius soli. Se ne continua a parlare, ma agenda alla mano le probabilità che il colpaccio venga tentato sono esigue.
notizia tratta da La Nazione www.lanazione.it

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