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Notizie Nazionali - Altre News (12/01/2018)

Molestie o corteggiamenti maldestri Gli esperti: confine sempre piu' labile

Una volta i comportamenti erano codificati e ben riconoscibili

Luca Bolognini

DOPO IL terremoto Weinstein, lo tsunami Deneuve. Le dichiarazioni dell’attrice, che è finita nel mirino delle femministe per aver invitato le donne a distinguere tra corteggiamento e abuso prima di chiedere giustizia, hanno scatenato un vero e proprio vespaio. «Sono punti di vista che si confrontano – spiega la psichiatra Michela Casoria – senza trovare dialogo. La star francese afferma che un conto è la molestia, che è sanzionata anche per legge, un altro è un tentativo di seduzione in cui il maschio afferma la sua virilità. Il limite, se vogliamo usare il buonsenso, è quello della reazione dell’altro. Anche se è vero che le dinamiche del corteggiamento risentono dello scorrere del tempo. In passato erano molto codificate: c’erano prassi di avvicinamento all’oggetto del desiderio che erano segnali riconoscibili e condivisi dal gruppo sociale di cui si faceva parte. Adesso è tutto variamente interpretato e interpretabile. Con il venir meno di questa ritualità, siamo sempre più soli e abbiamo idee più confuse sui limiti entro i quali muoverci». IL CASO Weinstein, esploso su giornali e tv, è la classica punta dell’iceberg. «Gli uomini potenti – osserva il sociologo e scrittore Francesco Alberoni – si sono sempre fatti pagare in natura. Le donne dall’alba dei tempi vanno con ricchi e i giovani benestanti sono circondati da belle ragazze. Oggi come in passato sono in molti quelli che hanno approfittato della loro posizione». Ed è proprio il nesso fra sesso e potere il nodo della questione. «Nonostante negli anni Sessanta e Settanta ci si sia stata un’apertura a rapporti sessuali più liberi, la figura femminile – fa notare Chiara Bettelli Lelio, counselor in sessuologia clinica – ha sempre subito il fascino del potere. Nel momento in cui la ragazza, seppur libera, si trovava di fronte a qualcuno in posizione dominante si scatenava un’attrazione inconscia. Tra vittima e carnefice si stabiliva un rapporto che dava luogo a una specie di alleanza del silenzio. Per questo era molto difficile denunciare». POI IL CLIMA è cambiato. «Non è stato il caso Weinstein a fare da detonatore. Evidentemente – sottolinea Alberoni – eravamo in una situazione di equilibrio instabile. Una maggiore emancipazione femminile ha portato le donne a dire che gli uomini avevano esagerato. È partito un attacco, soprattutto da parte delle donne americane, allo strapotere maschile. È stato un bene: chi occupa posizioni privilegiate forse ora starà più attento. Anche se mi piace sottolineare il garbo con cui si è espressa Catherine Deneuve, figlio di una cultura europea, che a differenza di quella americana non passa da un eccesso all’altro». notizia tratta da La Nazione www.lanazione.it

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