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Falcone stretto tra mafia e colleghi. Gli attacchi piu' infami dai giudici

Disse: "con Orlando, Ciancimino impera" E il sindaco lo aggredi'

IL GIUDICE più famoso al mondo - aveva smascherato e fatto condannare la cupola mafiosa - era odiato da Cosa Nostra, ma anche da buona parte dei suoi colleghi e dei professionisti dell'antimafia parolaia. In fasi diverse, diversi suoi colleghi lo accerchiarono con indifferenza, diffidenza, accanita ostilità.

ALL'INIZIO fu la parte più tradizionale, quella che negando si potesse processare la mafia concedeva di giudicare solo specifici reati. Presto si aggiunsero gelosie e rivalità di colleghi ‘corvi' che su su, fino al Csm, bloccarono la carriera di Falcone. Al punto di suscitare lo sdegno di Cossiga e lo sconcerto delle autorità americane che, osservavano, «i magistrati siciliani perdono più tempo a farsi la guerra tra di loro che a contrastare la mafia».

ERA un Falcone isolato, denigrato, paralizzato quello che io chiamai a lavorare con me al ministero della Giustizia. Ma a Roma fu oggetto di attacchi ancora più infami. C'è un documento che meglio di ogni altro racconta chi era Falcone, il suo metodo investigativo, la sua probità di uomo e di giudice e, all'opposto, la faziosità, la non professionalità e l'ignoranza giuridica dei suoi detrattori.
È il verbale dell'interrogatorio cui Falcone fu sottoposto dal Csm il 15 ottobre del 1991. La denuncia, firmata da Leoluca Orlando Cascio, era di non aver indagato sugli appalti, su Salvo Lima e sull'imprenditore Costanzo come mandanti dell'assassinio di Piersanti Mattarella.

FALCONE spiega: «Ci sono appalti di poco conto e appalti miliardari per la rete fognaria e l'illuminazione», poi scandisce: «Nonostante i cambiamenti la politica dei grandi appalti a Palermo non è ancora trasparente... con Orlando sindaco Ciancimino è tornato a imperare».
Dunque, la denuncia di Orlando era solo una velenosa ritorsione. Un pentito aveva riferito una frase equivoca di Costanzo a proposito del generale Dalla Chiesa e il Csm accusa Falcone d'inerzia. Falcone replica: «Io non mando avvisi come coltellate... e chiedere rinvii a giudizio senza la ragionevole probabilità di vincere è immorale... così si scredita la giustizia».

E AGGIUNGE: «Coi pentiti, bisogna evitare rapporti intimistici» (...) «se sono uomini d'onore si chiuderanno», se sono inaffidabili ti diranno quel che vuoi in cambio di sconti di pena... «Il sospetto è l'anticamera non della verità, ma del khomeinismo».
Mentre noi, dal governo, sviluppavamo la strategia che sgominò l'esercito mafioso l'Anm indisse uno sciopero generale contro la super procura e il suo presidente, Raffaele Bertone, la definì «un'altra cupola mafiosa di cui non si sente alcun bisogno». E subito il Csm bloccò la nomina di Falcone a procuratore nazionale.
Dopo la strage, lesti lesti, molti magistrati si ammantarono della memoria di Falcone. Anche quelli del pool Mani Pulite.
Ma Ilda Boccassini sdegnata li smascherò: «Voi non vi fidavate di Falcone, gli avete mandato le rogatorie sulle tangenti senza allegati causandogli un'infinita amarezza».

E CITÒ nomi e cognomi: «Tu, Mario Almerighi, definisti Falcone ‘un nemico politico' e voi del Csm lo accusaste di essersi ‘venduto' al governo e al ministro Martelli. «Se pensate che Falcone non era più libero e indipendente perché andate ai suoi funerali? Colombo, D'Ambrosio, perché andate ai suoi funerali? Nando Dalla Chiesa e Orlando, voi non potete andare ai suoi funerali».
E gli Ingroia e i Di Matteo? Si professano discepoli di Falcone, ma le loro scelte processuali sembrano piuttosto ispirate ai suoi nemici: teoremi fragorosi e indimostrabili, avvisi di garanzia come coltellate, rinvii a giudizio senza altre prove che le dichiarazioni intimistiche di pentiti in cerca d'autore. Resiste l'idea ossessiva del «terzo livello», una struttura politica che comanderebbe la mafia; «un'idea ridicola come la Spectre», diceva Falcone. Il rumore di processi nati morti si è spento, ma a Palermo Orlando resiste e si ricandida sindaco per la quinta volta.
notizia tratta da La Nazione www.lanazione.it

 

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