Claudio Negri
Milano
UN SITO INTERNET arcitempestivo, con la sindrome di Cassandra, dava ieri Claudio Ranieri già esonerato in prima serata, all'anima sua, con l'ombra fatidica di Capello pencolante sulla Pinetina. A San Siro i tifosi hanno contestato anche lui, ma in realtà il rischio che il Proconsole perda la panca per causa del Novara, così com'era capitato a Zurlì Gasperini all'andata, è abbastanza basso. Nessuna decisione affrettata o sull'onda bruciante dell'ennesimo schiaffo in campionato, il nono, e non accadeva da più di mezzo secolo alla Beneamata. Calma e gesso: mercoledì 22 febbraio c'è l'andata dei quarti di Champions, a Marsiglia. Al limite i conti si faranno al ritorno, all'avvenuto o meno passaggio ai quarti della massima conpetizione continentale.
IERI MORATTI era la dimostrazione fisica di come si possa essere furiosi e calmissimi senza soffrire di conclamata schizofrenia: commento assai duro sulla sconfitta, ma non più tardi di venerdì, sull'onda della nuova mobilità di don Fabio, il patron nerazurro si era sentito in dovere di smentire ogni interessamento presente o futuro per l'ex cittì d'Inghilterra. È certo però che questo ulteriore passo falso dell'Inter non giochi a favore del Proconsole del Testaccio: fino al giro di boa, con la vittoria-feticcio del derby, Ranieri sembrava alla guida sicura di una squadra ritrovata nel tono fisico e nell'autostima. Sono bastate poche partite a canone inverso, con un riavvitamento alla melanconia generale, a riportare all'attualità il vecchio tema dell'Inter a fine ciclo, dell'Inter bollita e via lacrimando. La partenza di Thiago Motta, avvenuta con insospettabile velocità per un bradipo di classe come l'italobrasiliano, ha poi contribuito a disorientare la truppa, già turbamenti di Sneijder sui massimi sistemi del trequartismo e della sua permanenza all'Inter.Così l'incontro dell'altro mercoledì a Marsiglia sarà un bel parapiglia per Ranieri. Le alternative a tecnico romano, posto che Capello metta bulbo e portafoglio all'Anzhi dei plutocrati russi, non è che siano lì dietro l'angolo perché al traghettatore Ranieri dovrebbe succedere un altro traghettatore da qui a giugno. Anche se un ruolo del genere sarebbe perfetto per Beppe Baresi, bandiera nerazzurra e grande aziendalista, fiduciario della vecchia dignità interista. Il Beppe avrebbe poi il merito accessorio di essere stato il vice di José Mourinho, il cui Secondo Avvento resta nei voti segreti di Moratti e di larga fetta della base bauscia. «Gli allenatori sono come le ciligie - argomentava amaro Ranieri alla vigilia di Inter-Novara - Uno tira l'altro». Un elegante modo per definirsi ormai alla frutta?
notizie tratte da La Nazione