
Claudio Negri
Milano
TANTO di Capello: finanche il primo ministro inglese, David Cameron, si è detto dispiaciuto della dipartita (sportiva) di Don Fabio. Un rammarico molto inglese, che assomiglia molto a un sollievo: «Capello è un buon manager e una brava persona, ma su Terry ha sbagliato». E la Federcalcio d'Albione tiene a precisare, compunta: si è dimesso lui, mica lo abbiamo dimissionato. Dettagli. Perché Capello, dato un taglio alla Nazionale dei Leoni - dove ora sognano il ritorno di un trainer che non parli solo cento parole della lingua di Shakespeare: ben vengano gli indigeni - ha ravviato con un colpo di pettine il suo presente italiano. Ora, chiedergli dove andrà e cosa farà non sembra la domanda più originale. Ma l'ipotesi che il tecnico bisiàcco possa colmare una lacuna grande nella sua carriera di ghisa e di rose, per sedere in panca all'Inter, resta fascinosa: un percorso tortuoso e sottotraccia, carsico, ma il nerazzurro è un bicolore non avulso all'ex cittì dell'Inghilterra. Anche se Massimo Moratti, dal sito dell'Inter, ieri sera lapidario smentiva: «Ogni ipotesi di cambio allenatore adesso o fine stagione è priva di fondamento, compresa l'ultima circolata, riguardo a Fabio Capello».
CERTO, su mister Hair gli allibratori danno percentuali diverse su un ventaglio cangiante di scenari. Nell'ordine: tecnico all'Anzhi, per fare della squadra del Daghestan - che ha Eto'o e forse avrà presto Sneijder: anche lì, in fondo, c'è molta Beneamata - una stella di Champions; tecnico all'Inter (smentite a parte); tecnico al Milan (minestra ri-riscaldata) se Allegri fallisce; tecnico al Tottenham; tecnico al Real Madrid (ritorno di fiamma per lo jamon Pata Negra); commissario tecnico italiano (e Prandelli lo prendiamo a calci?) e manager alla Juventus (ipotesi non peregrina).
INTANTO all'Inter, dopo la blindatura russa su Luciano Spalletti, resta viva la candidatura di Laurent Blanc: in rotta con la Federcalcio francese, lui tornerebbe volentieri in nerazzurro da tecnico, con progetto pluriennale. L'altro candidato durevole, si sa, è Pep Guardiola: un sogno fisso come un chiodo. Il catalano, a furia d'esser nominato, potrebbe ritrovarsi in panca senza saperlo. Quanto a José Mourinho, le sacre scritture baùscia vaticinano da anni il Secondo Avvento alla Pinetina, dove giudicherà i vivi ma soprattutto i morti: quelli del Triplete. Un nome sommesso, sempre tangente all'Inter, è quello di di Walter Zenga, ma è già accasato all'Al-Nasr. E Claudio Ranieri? Con amaro sorriso da uomo di mondo, segue la riffa di cognomi. Smentendo l'interessamento per Capello, Moratti ha confermato in chiaro il Proconsole. Almeno fino a giugno. E poi... tanto di Capello.
notizie tratte da La Nazione