Claudio Negri
Roma
NON PROFITTANDO della neve (altrui) il Milan s'incarta in una sconfitta - pur reclamando invano un rigore squadernato di suo per mano d'area di Dias - con gli aquilotti laziali, restando con lo zoccolo lontano dalla Juventus, sola in cima al campionato con una partita in meno. Roba provvisoria si sa, con tutti questi rimandi e rinvii causa risveglio dell'inverno, ma essere ancora secondo al Milan un po' stralunato della serata romana non fa bene alla digestione. Così come l'uno-due punitivo di Hernanes e Rocchi dà l'acidosi ad Allegri. Black-out e alka-seltzer.
ALL'OLIMPICO non fiocca ma poco ci manca, e tira anche vento. Immaginatevi che grande tormento. Allegri mette al sole del lupo un Milan cosiffatto, per necessità e virtù, cambiando tre pedine dall'ultima galoppata: davanti al ghiacciolo prensile di Abbiati, classica retroguardia quadricipite con Abate e l'entusiasta Mesbah a presidiare le corsie esternee la coppia di centrali Nesta e Thiago Silva. In mediana il terzetto di cuoio e borchie Van Bommel, Ambrosini e Nocerino. Sulla strategica ed enfatica trequarti si spalma il mestiere di Robinho, col Piccolo Faraone El Shaarawy e Anubis Ibrahimovic: in pratica, un tridente mascherato. Nella Lazio manca sprattutto Klose, ammaccato, ed è assenza pesante anzichenò. Ma dalla quale potrà prescindere.
NELLE VAGHEZZE dei primi minuti Nocerino accende di cranio un assist in profondità di Ibra ma siamo nel piacevole ordinario rossonero, oltretutto a ritmo non trascendentale. La Lazio replica per dovere d'offesa, ma con più successo riesce a chiudere gli spazi: sicché il Milan deve percorrere più spesso linee tortuose, involute e infeconde. Nel restante scorcio di tempo è ancora (diciamo l'unico) Ibra ad accendere uno spazio offensivo verticale per El Shaarawi, poi indotto al cross. Sempre Ibra, lanciato dalle retrovie, arriva nell'area laziale sbilanciandosi però sul più bello.
NELLA RIPRESA, per svista dell'assistente Maggiani, Damato fischia un fallo in attacco a El Shaarawy ma era stato in realtà Dias a smanacciare la palla. Sembra una partita destinata a un freddo pareggio, quando la Lazio scofana il vantaggio con Hernanes che si beve i due centrali rossoneri su filtro di Rocchi e imbrocca la rete. Da qui il mondo rossonero incanutisce: Hernanes sfiora il raddoppio che di lì a poco siglerà Rocchi. Quarta sconfitta in campionato del Diavolo. La meno giustificabile, la più amara.
notizie tratte da La Nazione