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Raiola: Su Tevez il City potrebbe farne una questione di principio
Tevez e' un maxi intrigo

Giulio Mola
Milano
DAL MAXI (Lopez) affare alla Tevez-novela. Forse solo i giochi di parole possono spiegare gli intrighi e gli intrecci di mercato in casa rossonera. Perché ci sono delle verità, ma mancano ancora le certezze. E così mentre il dg del Catania Lo Monaco e l'agente Fifa D'Amico annunciano che il loro giocatore è al 99% rossonero («C'è un accordo ma non da ora, il Milan ha da sistemare una situazione interna...»), dall'altra parte dell'Oceano l'Apache fa sapere di avere un'idea ben chiara in testa («Voglio il Milan»). Tutto chiaro? Assolutamente no. Perché Galliani, pur confermando di aver trovato l'intesa con i siciliani (0,5 milioni per il prestito, altrettanti per lo stipendio del calciatore), manda però tutti in confusione, prima aggiungendo che «arriverà uno fra Maxi Lopez e Tevez» e poi cambiando idea al pomeriggio dicendo «che solo in linea di principio l'ingaggio di entrambi non è possibile. Però...».
Come dire, qui la logica c'entra poco. Per ora non resta che prendere atto delle parole dei protagonisti della vicenda, ma anche di quel che rivela Mino Raiola, uno che il calciomercato lo "mastica" tutti i giorni e che assiste da spettatore alle ultime operazioni dei rossoneri: «Il destino di Tevez è nelle mani del Manchester City: se vuole aiutarlo, lo lascia andare via, se ne fa una questione di principio, lo cederà solo a chi pagherà la cifra richiesta. Può succedere di tutto. Gli ultimi 10 giorni di mercato sono i più importanti». Appunto. Maxi Lopez è pronto per le visite mediche e persino per giocare giovedì sera in Coppa Italia contro la Lazio, ma il suo più illustre connazionale aspetta buone notizie, che potrebbero arrivare magari nelle prossime ore, visto che si vocifera di un nuovo blitz di Galliani a Londra, con la proposta di un prestito oneroso di 3 milioni con diritto di riscatto.
Due nuovi attaccanti per Allegri potrebbero anche voler dire addio al Milan di Pato (Berlusconi potrebbe ripensarci alla luce dell'ultimo infortunio del "genero") o Inzaghi: Superpippo ci pensa (Atalanta e Parma lo aspettano), anche se il cuore gli dice di restare per raggiungere il traguardo delle 300 partite in maglia rossonera. E si sa, al cuore non si comanda.
notizie tratte da La Nazione
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