
Claudio Negri
Milano
PER CARITÀ, non mettetegli proprio ora un Tevez tra le ruote. Rielaborare un motore che sta vivaddio girando a dovere non entusiasma punto Claudio Regolo Ranieri, che non nasconde i suoi circostanziati dubbi sull'oppotunità di avere un Apache in giardino. E in un certo senso il Manchester City sembra giocare di sponda con lo scarso entusiasmo ranieriano, ricusando ieri l'offerta di 25 milioni di euro avanzata da Corso Vittorio Emanuele per l'alluce di Carlitos. I datori di lavoro di Roberto Mancini, insomma, hanno significato all'Inter che la proposta monetaria è troppo bassa. Avanti il prossimo. A meno che Moratti non rilanci, o non si rifaccia sotto il Milan (ma pare che Adriano Galliani non voglia più strapparsi i capelli in tal senso), Tevez sembra dunque avviato al Paris Saint Germain? Affare tra cuginanze sceicche: finché firma e carta non canteranno, molte ipotesi restano in piedi. Come le orecchie di Claudio Regolo. Sarà anche l'uomo della spiccia provvidenza bauscia - come sostiene qualche interista fideista - ma in effetti, di tutto questo bel matassone di rimonta nerazzurra Ranieri ha conclamate e luminose responsabilità. La vittoria nel derby è stata lo snodo di un campionato in cui l'Inter si è autorecuperata in spirito, corpo e spirito di corpo. Ma se su quest'impianto s'innestasse un estraneo, per quanto d'ottime referenze, vai a sapere quali sarebbero gli esiti: «Gli equilibri all'interno dell'Inter si sono ormai compattati - si è chiesto ieri il Proconsole a Radio Anch'io Sport, con un tono quasi trepidante - si sono compattati. Quanto può dare questo ragazzo, che da tanto non sta giocando, e quanto può togliere? Queste sono le considerazioni che faremo». A chi? A Moratti, in caso di recidiva ostinazione su Tevez? «Il presidente lo conosco da poco, ma ho un ottimo rapporto con lui e ci capiamo molto. Vedremo». Considerata la resurrezione degli uomini del Triplete, financo del fino a ieri disperso Milito, davvero un Tevez sarebbe di troppo. La voce di Ranieri, ripensando al Rimontone felicemente in corso, torna a garrire: «La squadra sta facendo bene. Vedo che chi entra non si sente declassato, ma riesce a dare il suo contributo. Sostengo da sempre, e lo dicevo anche quando giocavo, che quelli importanti sono non solamente gli undici in campo, ma anche quelli che quando entrano riescono a darti quello che l'allenatore si aspetta. Adesso si è creato questo clima e quindi valuteremo il tutto con il Presidente». C'è sempre un maligno che però suggerisce: sapendo di non poter arrivare a Tevez, all'Inter dicono ora che non serve più. Un po' come la volpe e l'uva. Ranieri nei panni di Fedro ci mancava. Altro che zeru tituli: zero favole...
notizie tratte da La Nazione