Cremona, 23 dicembre 2011 - Cristiano Doni, l'ex capitano dell'Atalanta arrestato lunedì scorso nell'ambito della seconda tranche dell'inchiesta sul calcio scommesse, è arrivato poco dopo le 15 al Tribunale di Cremona per l'interrogatorio di garanzia davanti al gip Guido Salvini, iniziato intorno alle 16.50 e conclusosi dopo circa due ore. Secondo il gip l'esito della giornata di interrogatori ha dato "risultati positivi" e si sono avute "conferme di quasi tutti gli episodi contenuti nell'ordinanza di custodia cautelare''.
IL GIORNO DI DONI - Doni è giunto dal carcere della cittadina lombarda a bordo di un cellulare della polizia penitenziaria e si è ritirato in una stanza del tribunale dove ha incontrato il suo avvocato, Salvatore Pino, che per disposizione del Gip non aveva potuto incontrare prima. All'interrogatorio partecipa anche il procuratore capo di Cremona Roberto Di Martino che coordina le indagini. Di fronte ai giornalisti Doni, che indossa jeans grigi e clark blu e un giubbotto nero, ha alzato la sciarpa sulla testa coprendo il viso da cui spuntava una barba incolta.
Il calciatore era stato arrestato per il pericolo di inquinamento delle prove: e' accusato di aver pagato parte della parcella dell'avvocato di un coindagato, Nicola Santoni, ex preparatore atletico dei portieri del Ravenna. Da alcune intercettazioni telefoniche era inoltre emerso un tentativo da parte dello stesso Santoni e di Doni di alterare il contenuto dell'iPhone che era stato sequestrato all'ex preparatore nel corso dell'inchiesta.
Il capitano dell'Atalanta, inoltre, possedeva una scheda telefonica romena con la quale, secondo le accuse, cercava di non essere intercettato mentre parlava delle presunte combine.
Dopo Doni toccherà ad Antonio Benfenati, gestore di un bagno a Cervia (Ravenna) dove, secondo l'accusa, si ritrovavano Doni e altri scommettitori, comparire davanti a Salvini.
"RISULTATI POSITIVI" - ''Abbiamo avuto conferme di quasi tutti gli episodi contenuti nell'ordinanza di custodia cautelare''. Lo ha spiegato il gip di Cremona Guido Salvini una volta concluso l'interrogatorio del capitano dell'Atalanta, Cristiano Doni, precisando, pero', che si riferiva agli interrogatori dell'insieme delle persone indagate.
''I difensori stanno presentando istanze che saranno valutate'', ha aggiunto Salvini sottolineando che in ogni caso quel che e' emerso dagli interrogatori e' un insieme di ''risultati positivi'' non solo per chi segue le indagini ''ma anche per chi segue il calcio e spera che questo non sia piu' protagonista della cronaca giudiziaria''.
Secondo l'avvocato Salvatore Pino, difensore di Doni, la posizione del suo assistito ''si e' notevolmente ridimensionata'' dopo l'interrogatorio di oggi. ''Ci sono dei fatti - ha detto il legale - di cui sono state fornite delle spiegazioni''. Il legale ha presentato istanza di scarcerazione.
In sostanza, si e' capito dalle parole del legale, Doni avrebbe confermato il suo interessamento alla partita Atalanta-Piacenza, avrebbe fatto dei ''distinguo'' riguardo Ascoli-Atalanta, mentre ''non e' stato in grado di dire
alcunche''' riguardo alla partita Padova-Atalanta, pure contenuta nell'ordinanza di custodia cautelare che l'ha portato in carcere.
Riguardo, invece, l'offerta di pagare parte della parcella dell'avvocato che seguiva il procedimento sportivo di Nicola Santoni, Doni ha spiegato che era sua intenzione ''aiutare un amico in difficolta''' e non aveva, invece, in animo di inquinare le prove.
Doni nel corso dell'interrogatorio sarebbe apparso ''profondamente dispiaciuto per l'Atalanta, i suoi tifosi e la sua famiglia''. A riferirlo e' stato il suo legale, Salvatore Pino. ''E' davvero addolorato - ha detto Pino - perche' sono cose a cui tiene tantissimo''.
Il procuratore della Repubblica Roberto Di Martino ha dato parere favorevole alla concessione degli arresti domiciliari per Cristiano Doni. La decisione del procuratore e' intervenuta dopo l'interrogatorio di garanzia di oggi. Di Martino si è anche detto favorevole ai domiciliari per l'ex preparatore atletico dei portieri del Ravenna, Nicola Santoni, l'amico e socio in affari di Doni, Antonio Benfenati e per il calciatore Filippo Carobbio. Tutti erano stati arrestati lunedi' scorso. Alla luce di quanto successo agli arrestati nel giugno scorso e vista la sintonia tra Procuratore e Gip, in pratica i quattro potrebbero ritornare a casa già domani, vigilia di Natale, agli arresti domiciliari.
FINO AL 5 GENNAIO PER IL TNAS - L'Atalanta e Cristiano Doni avranno tempo fino al 5 gennaio per presentare memorie al Tribunale nazionale di arbitrato dello sport circa i "nuovi elementi" emersi nel secondo filone delle indagini della procura di Cremona sul calcioscommesse. Nell'ambito della controversia tra Atalanta e Federcalcio sulla penalizzazione di 6 punti per responsabilita' oggettiva e per quella tra Doni e Figc sui 3 anni e sei mesi di squalifica, il Tnas rileva "che sono emersi nuovi elementi apparentemente relativi ai fatti sui quali vertono i procedimenti o comunque idonei a influire sulle argomentazioni dedotte o sulle conclusioni gia' formulate dalle parti".
Inoltre "ritenuta l'opportunita' di concedere alle parti termini per illustrare la loro posizione in relazione all'impatto di tali fatti sui procedimenti arbitrali e, in particolare, circa una eventuale riapertura della fase istruttoria" ha fissato per le parti il termine del 5 gennaio 2012 "per il deposito di brevi memorie intese a illustrare la loro posizione".
ZAMPARINI DAL PROCURATORE IL 27 - Alessandro Zamparini, l'ex giocatore arrestato nell'ambito dell'inchiesta della procura di Cremona sul calcioscommesse, sara' sentito dal procuratore Roberto Di Martino il prossimo 27 dicembre. Zamparini e' accusato di aver offerto al giocatore del Gubbio Simone Farina 200mila euro affinche' questi corrompesse i suoi compagni di squadra in occasione dell'incontro di Coppa Italia del 30 novembre scorso contro il Cesena.
Un'accusa che Zamparini, davanti al Gip, ha in parte ammesso. Nel corso dell'interrogatorio con il pm Di Martino, fissato d'intesa con il legale del calciatore Roberto Ruggiero, Zamparini dovra' pero' anche spiegare la sua presenza nello stesso albergo di Lecce dove soggiorno' la squadra giallorossa, qualche giorno prima di Lecce-Lazio del campionato scorso. Partita finita 4-2 e ritenuta sospetta dagli inquirenti.
STRAGE DI BRESCIA - Sul proseguo delle indagini di Cremona sul calcioscommesse incombe l'impegno che dal prossimo febbraio graverà sul Procuratore, che tornerà a sostenere l'accusa nel processo d'Appello a Brescia per la strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974. Lunedì scorso, nel corso della conferenza stampa indetta in Questura a Cremona sulle 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere da lui richieste, Di
Martino aveva lanciato un appello accorato: "Il mio ufficio vive grandi difficoltà, siamo sotto organico e io non ho un sostituto: siamo in una condizione quasi di abbandono" aveva spiegato, ricordando che la prima udienza di Brescia si aprirà il prossimo 14 febbraio.
"Sarò impegnato per un paio di mesi ed è chiaro che non avrò molto tempo, mi arrangerò come posso" ha aggiunto questa sera il Procuratore, che finirà di ascoltare gli arrestati di questa seconda tranche della "Last Bet" a partire dal prossimo 27 dicembre. Da febbraio 2012, oltre al fatto che difficilmente potrà dare risposta tempestiva al lavoro ordinario della Procura, Di Martino avrà anche difficoltà a seguire l'inchiesta sulle
partite truccate per le scommesse, la quale andrà comunque avanti con una gran mole di accertamenti che, almeno parzialmente, saranno coordinati da un sostituto delegato dal Procuratore.
ALBINOLEFFE - L'Albinoleffe comunica di avere "conferito formale incarico ai propri legali per prendere immediato contatto con la Procura della Repubblica di Cremona, mettendosi a completa disposizione degli organi inquirenti. Gli stessi legali prenderanno altresi' immediato contatto con la Procura Federale della Figc, offrendo anche a questa la massima collaborazione da parte della Societa' e dei suoi dirigenti e tesserati".
Nello stesso tempo, l'Albinoleffe ha conferito ai legali "il piu' ampio mandato per agire sia in sede penale, sia in sede sportiva, nei confronti di chiunque risultera' aver messo in atto comportamenti in danno
della societa'. La societa' - si legge nella nota del club seriano - si ritiene evidentemente sin d'ora parte lesa dai
fatti che appaiono emergere dalle notizie riportate dalla stampa, e conferma la decisione di difendere con la massima fermezza e determinazione il proprio nome, la propria storia e i propri tifosi in ogni sede".
notizia tratta da La Nazione