
SE LA SAMP a Brema ha salvato almeno la speranza di provarci a Genova nel ritorno, lo deve a Pazzini. Al novantesimo, con il Werder sul tre a zero in quella che era già una sentenza per una Sampdoria oltretutto in dieci per l'espulsione di Lucchini, il centravanti con grande carattere ha trovato il gol che lascia uno spiraglio per la qualificazione, anche se sarà molto dura. Se non altro potranno tentare l'impresa, i blucerchiati, anche se servirà un Cassano molto diverso rispetto alla versione modesta di ieri sera a Brema.
E' successo tutto nella ripresa, dopo lo zero a zero del primo tempo.
Al suo ritorno nella grande Europa dopo diciotto anni, la Sampdoria aveva creato in apertura un'occasione molto ghiotta per mettere subito il marchio sulla partita, con Pazzini bravo a buttarsi su un assist di Palombo, peccato però che il suo colpo di testa sia finito fuori di poco. Era il quarto minuto di gioco, ed è stata quella la migliore combinazione d'attacco dei blucerchiati nel primo tempo. In un successivo tentativo, al quarto d'ora, dello stesso Pazzini, gol giustamente annullato per fuorigioco.
IL CENTRAVANTI ha messo quasi da solo pressione alla lenta difesa tedesca, mentre Cassano ha combinato molto poco, non trovando lo spunto giusto nel dribbling o nell'assist e nella misura dei passaggi, faticando a difendere il pallone e a dar modo alla sua squadra di prender fiato. Una delusione, Cassano, nella serata sbagliata di Brema. L'inizio della squadra di Di Carlo era stato buono, sotto la guida di Palombo, ma è durato poco, con il passare dei minuti la Sampdoria ha cominciato ad arretrare, con la rinuncia al pressing, lasciando spazio e tempi della manovra al Werder, trascinato dai suoi esterni, con Mannini e Semioli in difficoltà, e da Hunt, il sostituto di Oezil. Il Werder ha cominciato a macinare gioco, con un netto possesso palla, e a schiacciare i blucerchiati, ed è stato bravo in due occasioni Curci, soprattutto un minuto prima dell'intervallo con una respinta su un gran tiro di Bargfrede, ad evitare il gol.
Ma il Werder è passato all'inizio della ripresa, dopo sei minuti. Approfittando di un rinvio corto di Tissone, il terzino Fritz ha bruciato Curci con un violentissimo e imparabile sinistro all'incrocio dei pali. Un gran gol, favorito però dall'errore del centrocampista doriano.
La Samp ha accusato, rischiando quasi subito un secondo gol, ma dieci minuti dopo si è scossa, ancora con Pazzini, bravo a girarsi in area e molto sfortunato: con Wiese battuto, il suo rasoterra è finito sul palo. Dal mancato pareggio al crac: per un trattenuta ingenua di Lucchini su Prodl, rosso per doppia ammonizione del difensore e rigore trasformato da Frings. Due minuti dopo, il tre a zero di Pizarro, in quella che sembrava già una sentenza. Ma proprio allo scadere Pazzini, ancora lui, ha trovato di testa il gol che lascia aperta la speranza per la partita di ritorno.
Notizia tratta da La Nazione