
Alessandro Fiesoli
Firenze
E' L'ALBA azzurra di Prandelli e della sua nuova Italia. A Londra, nell'amichevole di stasera con la Costa d'Avorio, per provare a rialzare subito la testa, alla ricerca di una scossa d'entusiasmo come medicina sulle ferite ancora fresche del disastro sudafricano. Ricostruzione, rifondazione, rinascita, le parole più ricorrenti nel primo mini-raduno a Coverciano del neo ct, due giorni che hanno segnato la svolta e il cambiamento di mano e di rotta indispensabili per una Nazionale chiamata a recuperare la dignità e l'attenzione del suo pubblico. Impossibile chiedere tutto e subito, e se questo è fin troppo evidente, è già molto vero quanto Prandelli abbia fatto e stia facendo, al suo primo incarico, con le sue mosse, in un'importante e delicata operazione di rinnovamento, di cui tutto il calcio italiano ha un gran bisogno.
L'ultima decisione, molto più che simbolica, è stata quella di lasciare ai giocatori la scelta dei numeri di maglia, con il mitico 10 che è stato di Antognoni, Baggio e Totti ora sulle spalle di Cassano. In due mesi e mezzo, il sampdoriano passa dalle esclusioni di Lippi all'investitura piena da parte di Prandelli, e a 28 anni ora sta a lui non sprecare questa nuova, grande occasione. Subito in coppia con Balotelli. Una sfida del talento, una scommessa sulla qualità, Prandelli non ha esitato. «Non dobbiamo avere paura, sappiamo giocare al calcio, e allora facciamolo meglio degli altri», l'incitamento ai suoi del nuovo ct, nel segno del coraggio e di una grande voglia di ripartire. «Voglio costruire il futuro, e ci vorrà molta pazienza, ma se dovessimo riuscire subito a coinvolgere di nuovo i nostri tifosi, sarebbe già un piccolo, grande passo», la fiducia di Prandelli.
Senza la pretesa impossibile di una soluzione immediata, ma nell'attesa di una Nazionale, come spiega il ct, «soprattutto tanto generosa» e che, dal punto di vista tattico, «riesca con ordine a restare corta e compatta, per sostenere il trio d'attacco», Cassano-Balotelli-Amauri. Con gli ultimi due, stasera sarà la prima volta anche per Molinaro e forse per Viviano, anche se il ballottaggio con Sirigu resta l'unico dubbio lasciato da Prandelli alla partenza da Firenze.
La sua prima Italia si presenta in difesa con Motta a destra, la coppia centrale Bonucci-Chiellini, Molinaro a sinistra (tre juventini e l'ex bianconero che ha trovato il suo rilancio nello Stoccarda), la coppia De Rossi-Palombo a centrocampo, con il romanista unico reduce del mondiale tedesco e primo capitano di Prandelli, Pepe a completare la linea a tre con Cassano e Balotelli, Amauri centravanti.
ALLA RICERCA degli assist di Cassano («In questo, è il più bravo in Italia, ma dovrà anche tenere i collegamenti con il centrocampo», commenta il tecnico azzurro) e di una prima reazione di orgoglio, convinzione e carattere, di un messaggio per il futuro da parte della nuova Italia di Cesare Prandelli. Senza paura.
notizia tratta da La Nazione