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Notizie Dal Mondo - Politica (19/08/2010)

«Tolleranza zero con i rom» La battaglia di Sarko' divide

Oggi primi rimpatri forzati in Romania e Bulgaria. E la Ue si sveglia

PRIMA i sans papiers, cacciati manu militari dalle boscaglie nei pressi di Calais. Adesso i rom, espulsi senza tanti complimenti verso i rispettivi Paesi d'origine, in barba al fatto che siano cittadini europei. Nicolas Sarkozy ha deciso di insistere con il pugno duro: ossessionato dai sondaggi che lo danno perdente alla prova elettorale del 2012, minacciato dalla prospettiva di nuove rivelazioni sullo scandalo Bettencourt (ne sentiremo delle belle all'inizio di settembre), irritato per la zizzania che regna nel suo stesso partito, il presidente francese preme con forza sul pedale di destra, nella speranza di recuperare una parte dell'elettorato lepenista e di tranquillizzare i benpensanti. «Sicurezza» e «tolleranza zero» nei confronti della criminalità sono le parole chiave: i vecchi princìpi della Rivoluzione francese (egalité e fraternité, tanto per intenderci) non sembrano più d'attualità. Ed ecco irrompere, impetuoso, il fiume delle polemiche: la decisione di cacciare i rom è «scioccante e indegna della democrazia», «è inaccettabile razzismo», «apre scenari da guerra civile», tuonano i leader della gauche. Anche il centrista Bayrou è indignato: «Non si possono messere sullo stesso piano insicurezza e immigrazione».

IL VERDE Daniel Cohn-Bendit è andato oltre: ha definito «irresponsabile» la politica di Sarkozy sulla sicurezza. Ieri è intervenuta anche l'Ue per bocca di Matthew Newman, portavoce del commissario europeo per la Giustizia e i diritti fondamentali dei cittadini, Viviane Reding: «La Francia deve rispettare le regole sulla libertà di circolazione e d'insediamento dei cittadini europei», ha dichiarato. Certo, ha aggiunto Newman, gli Stati «hanno la possibilità di limitare la libertà di circolazione, ma solo a certe condizioni. La Commissione segue attentamente il caso francese, per verificare che tutte le regole siano rispettate».

A SUA volta un altro portavoce della Reding, Amelia Torres, ha ricordato che l'Ue ha sempre «sostenuto con forza la necessità di favorire l'integrazione sociale dei rom in tutti i paesi dell'Unione». Ma Sarkozy tira dritto: «Le misure decise sono pienamente conformi alle regole europee», ha detto il portavoce del Quai d'Orsay, Bernard Valéro. Proprio questa mattina parte da Parigi, con destinazione Bucarest, il primo aereo carico di rom. Si tratta di 79 gitani che hanno accettato (ma non avevano altra scelta) gli aiuti offerti dalla Francia per un rientro volontario in Romania: biglietto di solo andata, più 300 euro a testa, più 100 euro per ogni minore. Un secondo volo è previsto il 26 agosto, un terzo avrà luogo in settembre. In totale 700 rom saranno espulsi in Romania e Bulgaria.
Servirà a qualcosa questa determinazione dell'Eliseo? L'anno scorso furono spediti in Romania 8mila nomadi, la maggior parte dei quali è poi tornata tranquillamente.

BULGARIA e Romania, infatti, fanno parte dell'Ue dal 2007 e i loro cittadini possono entrare legalmente in Francia per 3 mesi, senza obbligo di giustificazione. L'accentuarsi della pressione di Sarkozy sulla comunità rom (almeno 500mila persone in Francia) sta provocando l'esodo verso Paesi confinanti, in particolare l'Italia: molti arrivi sono già segnalati in Piemonte e Liguria.

di GIOVANNI SERAFINI


Notizia tratta da La Nazione

 

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