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Monti sbarca alla Casa Bianca Obama: mi fido, e' partito a razzo

Barack e il premier: l'imperativo e' crescere, Italia piu' forte

dall'inviato 

Giampaolo Pioli  
WASHINGTON 
«I RAPPORTI con l'Italia non sono mai stati così forti, sono sicuro che Monti saprà portarla fuori dalla tempesta», dice Obama. Il clima è nuovo e intenso. È un incontro tra culture che adesso si capiscono. Una stretta di mano quasi impacciata all'inizio ma molto cordiale. Barack Obama saluta Mario Monti e lo riceve nello Studio ovale, in quello che è destinato a diventare il ritrovato asse Usa-Italia. I due si rispettano e si stimano.
«Apprezziamo moltissimo quello che il presidente Monti con la sua esperienza e il suo talento sta facendo - dice Obama -, è partito a razzo e ha tutto il mio incoraggiamento. Condividiamo che un firewall più forte in Europa permetterà un miglioramento della situazione del debito, non solo in Europa ma anche qui negli Stati Uniti».

NON SOLO. Il presidente Usa tocca anche i nodi della politica estera. «Monti, alla guida del governo italiano, è uno dei nostri alleati più importanti sul tema della sicurezza. Non avremmo avuto successo in Libia senza il contributo delle forze italiane, insieme ci adopereremo per mantenere la pace e far cessare il bagno di sangue in Siria e migliorare la situazione in Medio Oriente. Ringrazio l'Italia anche per aver partecipato alle sanzioni all'Iran». Il presidente del Consiglio ha replicato sia in inglese sia in italiano: «L'incoraggiamento del presidente Obama aiuta il mio governo a continuare sulla strada delle riforme strutturali e della crescita, e ci dà più peso in Europa».
Finora si erano parlati solo per telefono, ma a giudicare dal calore delle parole del presidente Usa, che hanno inorgoglito Monti, tra i due leader è nato un rapporto solido e istantaneo, destinato a durare nel tempo.
In un'ora a porte rigorosamente chiuse hanno parlato di tutto: dalla crisi europea all'Afghanistan, dalla riforma del lavoro alle sommosse in Siria. È stata la prima presa di contatto ufficiale ma si è trattato di un lavoro a tutto campo. Si rivedranno al G8 di Chicago e al summit della Nato. La Casa Bianca lo scrive nei suoi messaggi: «L'Italia è l'alleato più affidabile, la riforma che sta mettendo in piedi è straordinaria». Insomma, tra Barack e Mario è stata intesa a prima vista. È un clima nuovo e questa consapevolezza Monti la porterà oggi a Wall Street, dove vedrà operatori e banchieri, e all'Onu nell'incontro col segretario generale.

«CREDO che gli Usa siano un buon modello per l'Europa», dice Monti nella conferenza stampa all'ambasciata italiana, successiva all'incontro alla Casa Bianca. «È un mercato che funziona bene - sottolinea il premier -, gli Usa sono l'esempio vivente di quello che un mercato può fornire in termini di crescita». Quindi un annuncio inedito, Monti che parla a nome della parte più forte dell'Europa: «Ho portato, su richiesta della cancelliera tedesca Angela Merkel, uno o due messaggi al presidente americano in materia di politica economica, Obama mostra interesse per la nostra valutazione su come interagire con la Germania». Quindi il riferimento, implicito ma immediato, alle cose di casa nostra, ovvero la difficile trattativa sula riforma del lavoro: «negli Usa c'è una maggiore flessibilità del mercato».
Se l'obiettivo era ridare credibilità al paese, l'operazione di Monti è, alòmeno per il momento, perfettamente riuscita.
notizia tratta da La Nazione

 

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