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Embargo Ue sul petrolio iraniano Terzi: Per l'Italia effetti nulli

Sanzioni contro il nucleare. Minacciato lo stretto di Hormutz

BRUXELLES 
L'UNIONE europea impone all'Iran sanzioni senza precedenti per indurlo ad abbandonare i progetti di costruzione della bomba atomica, attaccando al cuore il suo potere economico: il petrolio e la Banca centrale. Da oggi, gli Stati europei non potranno comprare, importare o trasportare il greggio iraniano. L'Iran reagisce alla decisione europea (che ha ritrovato l'unanimità, dopo i dubbi della Grecia) rilanciando le minacce sulla chiusura dello stretto di Hormuz, dove passa il 40% del greggio mondiale. Il bando sul petrolio scatterà da subito per i nuovi contratti; quelli esistenti dovranno essere rescissi entro il primo luglio. «L'impatto per l'Italia dovrebbe essere assolutamente trascurabile, o nullo», commenta il ministro degli Esteri Giulio Terzi.
Le sanzioni non toccano i diritti dell'Eni di ritirare una quota di petrolio legato ai contratti di buy-back siglati tra il 2001 e il 2002 per lo sviluppo dei giacimenti South Pars e Darquain, che proseguiranno fino ad esaurimento, al di là della data del primo luglio. L'Eni vanta nei confronti di Teheran un credito in greggio pari a circa 2 miliardi di dollari che, se verrà mantenuto il ritmo di pagamento osservato finora, verrà estinto nel 2014.

«CHIEDIAMO ai dirigenti iraniani di sospendere immediatamente le loro attività nucleari sensibili», ingiungono in una nota il francese Sarkozy, il britannico Cameron e la tedesca Merkel: «La porta è aperta se l'Iran accetta di impegnarsi seriamente nei negoziati». Terzi ha riferito che «ci sono indicazioni che forse una risposta potrebbe arrivare» alla lettera di invito a riprendere il dialogo sul nucleare, spedita il 23 ottobre. La Ue ha anche deciso di congelare i beni europei della banca centrale iraniana e di impedire il commercio di oro e diamanti e la fornitura di valute e monete. Sul mercato del petrolio, si è registrato un rialzo dei prezzi: quello del Brent è salito a quasi 111 dollari a barile, e quello del greggio quotato a di New York è oscillato in alto del 60%.

LA STRETTA europea segue quella degli Usa, ma avrà un impatto più forte perché le importazioni europee sono molto più consistenti e rappresentano il 20% dell'export iraniano. Grecia, Spagna e Italia importano da Teheran dal 14 al 13% del loro fabbisogno. La Russia boccia la scelta della Ue, che invece riceve il plauso di Usa ed Israele. Il vice ministro degli Esteri israeliano Ayalon ha detto che le sanzioni «allontanano l'opzione militare se saranno applicate con fermezza e su un lungo periodo». Il ministro francese Alain Juppé ha definito le sanzioni «senza precedenti: si può essere scettici, ma è meglio che fare la guerra».
notizie tratte da La Nazione

 

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