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Iran, via all'arricchimento dell'uranio nel bunker Usa: Non permetteremo che si dotino di un'arma nucleare
Teheran lavora sul sito di Fordo, scavato interamente all'interno di una montagna per meglio proteggerlo da eventuali attacchi aerei. Accordo di principio degli esperti Ue sull'embargo del petrolio iraniano, ma serve tempo per trovare fonti alternati
Roma, 8 gennaio 2012 - L'Iran ha iniziato le attività di arricchimento dell'uranio nel sito nucleare di Fordo: è quanto riporta il quotidiano israeliano Ha'aretz, citando fonti di stampa iraniane; la notizia non è tuttavia stata confermata ufficialmente da Teheran. Mentre il principale impianto di arricchimento iraniano, a Natanz, è solo parzialmente sotterraneo, il sito di Fordo è scavato interamente all'interno di una montagna per meglio proteggerlo da eventuali attacchi aerei.
GLI USA - Intanto gli Stati Uniti fanno sapere che non permetteranno all'Iran di mettere a punto un'arma nucleare o bloccare lo stretto di Hormuz. Ad affermarlo in un'intervista a 'Face the Nation' di Cbs News è stato il segretario alla Difesa di Washington Leon Panetta. "Stanno cercando di sviluppare un'arma nucleare? No", ha affermato Panetta. "Ma sappiamo che stanno cercando di dotarsi della capacità" di mettere a punto l'arma nucleare. "E questo è quello che ci preocupa", ha aggiunto sottolineando come per gli Stati Uniti la linea invalicabile nei confronti dell'Iran sia quella della messa a punto da parte di Teheran dell'arma atomica. Gli Stati Uniti allo stesso modo "non tollereranno" il blocco dello stretto di Hormuz, ha avvertito. "Siamo stati molto chiari sul fatto che gli Stati Uniti non tollereranno la chiusura dello Stretto di Hormuz. E' un'altra linea rossa per noi e noi vi risponderemo", ha dichiarato.
L'UNIONE EUROPEA - Gli esperti della Ue hanno raggiunto un accordo di principio sull'embargo del petrolio iraniano e martedì la decisione sarà confermata dai rappresentanti degli stati membri, ma il processo "non è immediato e ci sono ancora molti dettagli da definire": lo indicano fonti europee. Uno dei problemi più grossi è la ricerca di fonti alternative di approvvigionamento: l'Ue ha in corso contatti con l'Arabia Saudita. Le proposte sul tavolo potrebbero richiedere un periodo da tre mesi a un anno.
notizie tratte da La Nazione
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