di LORENZO BIANCHI
DOMANI Naomi Campbell dovrà raccontare al tribunale dell'Aja la storia imbarazzante e tortuosa di una mezza dozzina di diamanti grezzi. Le pietre erano il segno luccicante e materiale delle ‘attenzioni' galanti che le riservò nel 1997 il dittatore liberiano Charles Taylor, imputato di crimini contro l'umanità. Uno le sarebbe stato consegnato durante una cena a casa di Nelson Mandela. La Venere nera ha cercato di negare il dono diventato negli anni scomodo, ma Mia Farrow l'ha contraddetta apertamente rivelando che fu Naomi a parlarle del regalo il giorno dopo. A prima vista la convocazione sembra solo il cascame giudiziario di una vecchia guerra, quella che ha devastato la Sierra Leone fra il 1991 e il 2001, 50mila cadaveri, due milioni di profughi.
Al Diamante insanguinato fu dedicato il film omonimo, protagonista Leonardo di Caprio. Nel 2003 sull'onda dell'indignazione si innescò un processo di certificazione delle pietre che prese il nome da Kimberley, capitale sudafricana dei diamanti. Sette anni dopo scopriamo che la mobilitazione è stata solo una tempesta in un bicchier d'acqua. Sono cambiati i posti e i protagonisti, ma non la sostanza. Il luogo ora si chiama Marange o Chiadzwa, una regione dello Zimbabwe orientale. I soldati del dittatore Robert Mugabe l'hanno conquistata, armi in pugno, nel 2008, massacrando 200 abitanti in poche ore. Quattromila famiglie vennero cacciate dalle loro case e spostate con la forza. Human Rights Watch ha condotto un'indagine tra aprile e maggio. Un capo di comunità ha rivelato alla ong statunitense che il 95% dei giacimenti di diamanti di Marange è sotto il controllo diretto dei militari. Un mediatore ha rincarato la dose raccontando che vengono picchiati a sangue i rari cercatori di pietre preziose non iscritti ai fantomatici sindacati gialli controllati dagli uomini in divisa.
UN ALTO funzionario del ministero delle miniere dello Zimbabwe stima che il 60% delle pietre grezze estratte a Marange finisca nei rivoli del contrabbando che passa per il piccolo porto di Vila de Manica, in Mozambico, o addirittura per l'aeroporto di Harare. Nel fazzoletto della regione libero dal controllo militare, appena il 5%, operano due compagnie sudafricane, la Mbada e la Canadile, i cui azionisti sono ex alti ufficiali delle Forze Armate di Mugabe. Pochi giorni prima della recente riunione a Tel Aviv dei Paesi che hanno aderito al processo di certificazione di Kimberly, è finito nel carcere preventivo di Harare Farai Maguwu, un coriaceo militante per i diritti umani nel Marange. I militari dello Zimbabwe sono riusciti a impedirgli di vuotare il sacco nel summit che si è tenuto nella metropoli israeliana, incuranti del fatto che Amnesty International aveva acceso i riflettori sull'arresto.
NIGRIZIA ha pubblicato tempo fa un articolo nel quale rivelava che ogni anno passano per Ginevra gemme clandestine per due miliardi di euro. Fra l'aeroporto e l'elegante quartiere residenziale Carouge, in un grande palazzo di 4 piani, c'è la sede della Società anonima dei porti franchi e dei depositi. Lì le merci e le pietre grezze ‘perdono la memoria' della loro provenienza e acquistano un passaporto svizzero. Secondo la ong Global Witness Al Qaeda si è inserita nel commercio delle gemme non lavorate dall'inizio degli anni novanta. Nel marzo del 2000 la De Beers, che controlla quasi i due terzi del commercio mondiale, si è impegnata a eliminare i diamanti ‘insanguinati'. A Marange c'è chi lavora con molta determinazione nella direzione contraria.
notizia tratta da La Nazione