news
Siria, l'Onu pronta a inviare gli osservatori Resiste la fragile tregua chiesta da Kofi Annan
I carri armati del presidente Assad non sparano piu', ma non si sono ritirati. Atteso il voto del Consiglio di Sicurezza per l'invio di osservatori

New York, 13 aprile 2012 - La tregua chiesta da Kofi Annan in Siria sembra tenere. Gli osservatori dell'Onu sono pronti ad essere spediti a Damasco e nelle città calde, ma l'artiglieria dell'esercito non è ancora stata ritirata. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite oggi si prepara a dare il via libera al dispiegamento immediato di 30 osservatori per vigilare sulla tregua e sulla posizioni, dei ribelli e dell'esercito, ma soprattutto per garantire il rispetto dei 6 punti del piano Annan che preve l'immediato ritiroro dell'artiglieria èpesante dallew zone abitate e il rientro dei carri armati del governo nelle caserme. Molti degli osservatori potrebbero arrivare dall'Unifil che adesso sta monitorando il LIbano
30 OSSERVATORI SUBITO - Il Consiglio di Sicurezza che sembra a ver rirovato l'unanimità nell'appoggio a Kofi Annan, ha discusso anche il possibile invio di 250/300 osservatori per controllare l'intero paese durante l'avvio dei negoziati politici per la transizione quando inizieranno. I primi a congratularsi col lavoro Annan sono stati Cinesi e Russi. Gli ambasciatori all'Onu Li Baudong e Vitaly Churkin hanno confermato di aver svolto un ruolo centrale nel negoziato convincendo Damasco ad accettare i 6 punti del suo piano. L'ambasciatrice Usa Susan Rice invece ha ripetuto però che anche se le forze governative stanno rispettando la tregua, si tratta solo di un'accettazione parziale piano perché non hanno abbandonato le loro postazioni.
CESSATE IL FUOCO REGGE - La disputa adesso è però sul significato del cessate il fuoco e sul ritiuro delle forze armate siriane dalle zone abitate per farle rientrare delle loro baracche. I carri armati infatti non sparano più ma non si muovono. Non vogliono che i gruppi armati occupino le loro posizioni. Pretendono che anche i ribelli dell'opposizione abbandonino gli attacchi e depongano le armi. Questo non avverrà , ma Kofi Annan vuole al più presto avere un'esatta fotografia della situazione che sogli gli osservatori dell'Onu gli potranno dare. Sarà infatti quella la base per avviare nel più breve tempo possobile il negoziato politico fra opposizione e governo che dovrebbe portare alla transizione in Siria. Il governo siriano accusa i ribelli di aver messo bombe lungo la strada che hanno ucciso un colonello dell'esercito e 2 civili.
TREGUA RIMANE FRAGILE - Anche se la tregua tiene, rimane fragile. Kofi Annan in video conferenza ha chiesto ai paesi, soprattutto arabi che appoggiano i ribelli di costringerli al rispetto del cessate il fuoco. Ban Ki moon ha invitato le parti ad evitare qualsiasi provocazione che potrebbe riportare agli scontri. E' stato l'ambasciatore russo Churkin a precisare che in queste ore delicatissime anche le pianificate manifestazioni di massa potrebbero compromettere il cessate il fuoco.
ONU VOCE UNICA - L'arrivo degli osservatori è diventato adesso il passaggio chiave. Anche il governo di Damasco vuole il loro dispiegamento al più presto possibile. Il voto del Consiglio di Sicurezza in programma domattina potrebbe diventare il primo passo credibile in questa direzione e dimostrerebbe a Damasco che l'ONU parla adesso con una voce sola.
dall'inviato Giampaolo Pioli
notizie tratte da La Nazione
Altre notizie
Nessuna notizia trovata!