dall'inviato Giampaolo Pioli
TAMPA (Florida)
I DINER, i classici ristoranti americani dove si mangiano hamburger e patatine, sono già pieni alle 5,30 del mattino. L'odore delle uova fritte arriva fino alla baia. La «Florida repubblicana» dei ricchi pensionati e degli ispanici, dei militari e dei reduci si alza prestissimo ed è pronta a scegliere il suo anti Obama. Romney ha aggredito Gingrich non solo nei quotidiani comizi, ma su ogni rete commerciale. È un bombardamento a tappeto, un attacco diretto alla persona che balza di canale in canale, di radio in radio, ma arriva anche sui telefonini soprattutto nel corridoio della ‘Interstate 4', la superstrada che va da Tampa a Daytona Beach, dove c'è la più alta concentrazioni di repubblicani di tutto lo Stato.
ROMNEY vuole schiacciare Gingrich questa sera e chiudere la corsa. Il «super Pac» vicino all'ex governatore lo appoggia con cannonate costanti da mezzo milione di dollari l'una ogni 30 secondi di spot. La campagna pro Romney ha bruciato, secondo le ultime rilevazioni, 15,3 milioni di dollari. Gingrich non è andato oltre i 3,4. «Se il distacco fosse a due cifre - spiega Susan A. MacManus, la più ascoltata analista della Florida State University - per Gingrich sarebbe molto difficile arrivare alla convention. Da domani diventerebbe un'indicazione nazionale il fatto che l'elettorato repubblicano ha scelto il pragmatismo contro l'ideologia estrema e si sta compattando gradualmente e irreversibilmente con Romney».
A distanza di 50 minuti l'uno dall'altro, con Santorum e Paul sono ormai lontani satelliti senza spinta, Newt e Mitt sono atterrati ieri pomeriggio fra i canali della baia di Tampa per continuare a darsi del «disonesto» e del «corrotto» a vicenda, mentre oltre 130.000 persone hanno già votato per corrispondenza nella strategica contea di Hills Borough. «La Florida - continua Susan MacManus - è il perfetto microcosmo degli Stati Uniti. Il voto latino arriva al 13% e per la prima volta la maggioranza non sarà più di origine cubana ma portoricana, messicana, colombiana e guatemalteca. Sono questi gruppi ispanici quelli che crescono più in fretta e nei prossimi anni saranno dominanti in entrambi i partiti. Per questo sono così corteggiati. Nessun repubblicano ha mai conquistato la presidenza senza vincere in Florida».
In questo angolo dello «stato del sole» dove il mercato immobiliare è crollato del 55% e la disoccupazione è ancora al 9,9%, mentre la media dell'America è scesa al 8,5%, Obama più che Romney o Gingrich, dovrà combattere la crisi economica e per far uscire meglio il suo messaggio ha richiamato l'ex portavoce Robert Gibbs come stratega del consenso. «Barack - accusa da Tampa Reince Priebus, il capo del partito repubblicano - ha abbandonato l'America, così come il comandante della Costa Concordia ha abbandonato la nave. Ma tra qualche mese dimenticheremo tutto e di Obama parleremo al passato, come del capitano Schettino».
SECONDO gli ultimi sondaggi Romney è al 42% Gingrich sotto il 28% e in calo anche a livello nazionale. Per lui potrebbe essere una sconfitta umiliante anche se il magnate ebreo dei casinò Sheldon Adelson è andato in suo soccorso con 16 milioni di dollari. Nei 12 stati considerati in bilico, l'ex governatore del Massachusetts inoltre tiene testa al presidente Obama (che ieri ha risposto su Google +, il Facebook di Mountain View, alle domande degli americani) e nel confronto diretto vengono dati alla pari. La Florida a novembre sarà decisiva per determinare ancora una volta chi sarà l'inquilino della Casa Bianca. Decidendo di tenere la convention a Tampa, i repubblicani fanno capire di averci già messo una solida ipoteca. Per Romney il party della vittoria questa sera dopo le primarie, può già diventare una «prova generale».
notizie tratte da La Nazione