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Cuba, Raul Castro libera 2.900 detenuti La decisione in vista del viaggio del Papa a marzo
Del provvedimento di clemenza non beneficera' il cittadino americano Alan Gross, condannato lo scorso marzo a 15 anni di carcere per crimini contro lo Stato, il cui caso ostacola un possibile miglioramento dei rapporti con gli Stati Uniti
L'Avana, 24 dicembre 2011 - Il presidente cubano Raul Castro ha annunciato un'amnistia senza precedenti per quasi 3.000 detenuti, come gesto di buona volontà. L'amnistia, che sarà effettiva "nei prossimi giorni", riguarda "più di 2.900 condannati" e "86 stranieri di 25 paesi, tra cui 13 donne, condannati per delitti commessi a Cuba", ha affermato Raul Castro. Del provvedimento di clemenza non beneficerà il cittadino americano Alan Gross, condannato lo scorso marzo a 15 anni di carcere per crimini contro lo Stato, il cui caso ostacola un possibile miglioramento dei rapporti tra Stati Uniti e Cuba. Castro ha ricordato che la decisione è stata presa in vista del viaggio del Papa in programma a marzo per le celebrazioni per il 400mo anniversario della vergine della Caridad del cobre.
APERTURA SULLA LEGGE MIGRATORIA - Raul Castro ha ribadito la sua volontà di riformare "lentamente" la legge migratoria, per consentire ai cubani di viaggiare all'estero con minori restrizioni di quanto non sia possibile oggi. "Sono molti quelli che considerano urgente l'applicazione di una nuova politica migratoria - ha detto Raul Castro intervendo a chiusura della sessione annuale dell'Assemblea nazionale cubana - dimenticando le circostanze eccezionali che vive Cuba, sotto l'assedio che ci ha imposto la politica d'ingerenza degli Stati Uniti".
"Ribadisco la mia volontà di introdurre lentamente i cammbiamenti richiesti in questa problematica complessa" della legge migratoria, ha assicurato il presidente cubano, sottolineando però che la riforma sarà fatta "senza pressioni". Le principali misure al vaglio riguardano la scomparsa dei permessi di ingresso e di uscita dall'isola, e il concetto di emigrazione "definitiva", che implica la confisca da parte dello Stato di tutti i beni della persona emigrata e l'impossibilità del suo ritorno a Cuba.
notizia tratta da La Nazione
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