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Notizie Dal Mondo - Esteri (19/12/2011)

Addio ad Havel, rivoluzionario di velluto E morto a 75 anni il primo presidente ceco

L'ex presidente Ceco e' stato rinchiuso per cinque anni nelle prigioni comuniste prima del 1989. Merkel: Gli siamo debitori, Sarkozy: Europa perde uno dei suoi saggi, Obama: La sua resistenza pacifica ha scosso le fondamenta di un impero

Roma, 18 dicembre 2011 - E' morto oggi all'età di 75 anni, l'ex presidente Ceco, Vaclav Havel, scrittore e politico, l'ultimo capo dello Stato della Cecoslovacchia e il primo presidente della Repubblica Ceca. Havel, artefice della "Rivoluzione di Velluto" anti comunista del 1989, da tempo malato, si è spento nel suo letto, ha riferito la sua portavoce Sabina Tancevova.
Una polmonite curata male in prigione e un cancro al polmone sono all'origine dei numerosi problemi di salute di cui soffriva Havel. L'ex presidente Ceco è stato rinchiuso per cinque anni nelle prigioni comuniste prima del 1989.
Nel dicembre del 1996, Havel è stato operato per un cancro al polmone destro. Oltre ad avere una bronchite cronica, il drammaturgo ceco ha sofferto anche di problemi cardiaci e intestinali. Negli ultimi mesi, Havel ha trascorso il suo tempo nella casa di campagna a circa 150 chilometri da Praga, dopo un ricovero nel marzo 2011 per una grave polmonite.
Sabato scorso l'ultima uscita pubblica a Praga dove ha incontrato il Dalai Lama, il capo spirituale dei buddisti tibetani.

L'OMAGGIO DI PRAGA - I cechi in lutto si sono raccolti spontaneamente nel cuore di Praga per rendere omaggio a Vaclav Havel nei luoghi simbolo della ‘Rivoluzione di velluto' del 1989 di cui l'ex Presidente era diventato l'icona. Alle 18 le campane delle chiese di tutto il Paese hanno suonato in sua memoria.
Per tutto il pomeriggio, praghesi di tutte le età hanno deposto candele e fiori davanti alla targa presente in via Nazionale, che ricorda la manifestazione studentesca del 17 novembre 1989, repressa dalla polizia, che fece da detonatore alla protesta in tutto il Paese. "Grazie a Vaclav Havel, il mondo conosce anche cose positive sul nostro paese. In lui non c'era menzogna, né corruzione", ha detto una giovane praghese che porta lo stesso nome dell'ex presidente, Barbora Havlova (versione femminile del nome Havel).
In piazza Venceslao centinaia di persone hanno portato fiori e acceso candele sotto la statua equestre del santo patrono del Paese. Molti anche i ritratti di Havel adagiati alla base della statua. In piazza Venceslao i cechi affrontarono a mani nude i carri armati sovietici nell'agosto 1968 e fu sempre qui che il giovane studente Jan Palach si diede fuoco nel gennaio 1969 per protestare contro l'intervento brutale di Mosca contro la ‘Primavera di Praga'.
Vent'anni più tardi, i cechi si riversarono nuovamente in questa piazza per liberarsi del regime comunista sotto la guida del drammaturgo e dissidente Vaclav Havel, diventato poi Presidente. I praghesi hanno salutato il loro eroe anche davanti alla sua casa e al castello di Praga, su cui sventola una grande bandiera nera. "Per noi rappresentava tutto quello che democrazia e libertà significano. Era un uomo coraggioso che aveva lottato a nome di tutti noi... ", ha detto con un filo di voce un ottantenne, con le lacrime agli occhi.

MONTI - "L'esempio di Vaclav Havel deve costituire per tutti noi uno sprone ad andare avanti nel nome di quei valori che egli incarnava e che è nostro dovere trasmettere alle giovani generazioni". Lo dice Mario Monti in una nota. Il presidente del Consiglio parla di "un grande uomo di Stato e di cultura, che ha saputo lottare per vedere affermati i valori in cui credeva, quelli della libertà, della democrazia, della dignità di ogni essere umano, che sono alla base della costruzione europea. La sua - sottolinea - è stata una lotta pacifica, profondamente coerente con i valori che hanno guidato la sua vita".
IL SALUTO DELL'EUROPA - L'Europa commossa ha salutato l'ex Presidente ceco Vaclav Havel, come "un eroe della libertà e della democrazia" e "un pioniere della riunificazione europea".
"L'Europa piange oggi uno dei suoi giganti", ha detto il Segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjorn Jagland, ricordando il ruolo di primo piano avuto da Havel nella ‘Rivoluzione di velluto' di Praga del 1989. E proprio a Praga la popolazione commossa accende candelele in suo ricordo davanti alla statua di San Venceslao, mentre un suo ritratto è stato esposto al Castello.
Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha salutato un "grande europeo": "Non dimenticheremo la sua lotta per la libertà e la democrazia come la sua grande umanità. Noi tedeschi gli siamo particolarmente debitori".
"L'Europa ha un debito profondo verso Vaclav Havel", che "ha dedicato la sua vita alla causa della libertà dell'uomo", ha sottolineato il premier britannico David Cameron. "Per anni, il comunismo ha tentato di far tacere la sua voce. Ma Havel, il drammaturgo e il dissidente, non poteva essere ridotto al silenzio", ha aggiunto.
"Con la scomparsa di Vaclav Havel, la Repubblica ceca perde uno dei suoi grandi patrioti, la Francia perde un amico, l'Europa uno dei suoi saggi", ha scritto il Presidente francese Nicolas Sarkozy in una lettera inviata al Presidente ceco Vaclav Klaus, che ha reso omaggio al suo predecessore salutandolo come "un simbolo dello Stato ceco moderno".
Per Lech Walesa, leader di Solidarnosc ed ex Presidente polacco, la voce di Havel "mancherà moltissimo all'Europa, soprattutto ora che sta attraversando una grave crisi".

OBAMA - Il Presidente americano Barack Obama ha reso omaggio all'ex Presidente ceco Vaclav Havel, ricordando la sua "resistenza pacifica" contro il comunismo.
"Mi ha addolorato la notizia della morte di Vaclav Havel, un drammaturgo e un prigioniero di coscienza diventato Presidente della Cecoslovacchia, quindi della Repubblica Ceca", ha detto Obama in un comunicato, sottolineando come "la sua resistenza pacifica abbia scosso le fondamenta di un impero, mostrato il vuoto di un'ideologia repressiva e dimostrato che la leadership morale è più potente di qualsiasi arma".
notizie tratte da La Nazione

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