Achille Perego
MILANO
LE AGENZIE di rating, da Moody's a Fitch, finite nel mirino anche del presidente della Bce Mario Draghi, continuano a minacciare bocciature per l'Europa ma ieri, più che alle «Cassandre del rating», i mercati hanno creduto alle notizie positive. Così l'aumento delle costruzioni di nuove case negli Stati Uniti (+9,3% a novembre), la crescita sopra le attese a dicembre dell'indice Ifo che misura la fiducia delle imprese tedesche e il risultato dell'asta dei bonos spagnoli aggiudicati con tassi stracciati tra l'1,7 e il 2,4% per un collocamento di 5,6 miliardi di euro, hanno fatto bene alle Borse. Con Milano capace, trascinata da banche e Fiat, di chiudere con un botto del 2,87%, mentre Parigi ha guadagnato il 2,73%, Francoforte il 3,11, Londra l'1,02 e Wall Street viaggiava a metà seduta oltre il 2%.
LA POSITIVA giornata dei mercati, confermata anche dalla discesa dello spread tra Btp e bund tedesco in area 460-465, non significa però che l'orizzonte dell'Eurozona sia tornato in tutti i modi sereno. I problemi, infatti, non mancano se Jean-Pierre Jouyet, presidente dell'Autorità francese per la regolazione dei mercati finanziari considera un «miracolo» il mantenimento della tripla A da parte di Parigi. E proprio alla tripla A francese, e a un suo eventuale declassamento, avverte l'agenzia di rating Fitch, è legato il giudizio, sempre di tripla A, assegnato al Fondo salva Stati (Efsf) della Ue. Ma Fitch ieri ha messo sotto osservazione, con possibili giudizi negativi, anche il rating di sette banche italiane (Intesa, Mps, Banco Popolare, Ubi, Popolare di Sondrio, Banco di Desio e della Brianza e Iccrea Holding), ha abbassato il giudizio su Unicredit da A ad A- ed è tornata a mettere nel mirino per un possibile declassamento il nostro Paese, la Spagna, il Belgio, la Slovenia, Cipro e Irlanda.
BRUTTE notizie sono arrivate anche da Moody's, che vede la stessa Gran Bretagna non immune da rischi. Secondo il senior vice president dell'agenzia americana, Alain Laurin, che ha precisato di valutare solo i rischi dei debiti sovrani di un Paese e di non commentare mai gli aspetti politici, Moody's non si aspetta che con Basilea 3 i rating delle banche torneranno ai livelli di prima della crisi. Più capitale e più liquidità, avverte Laurin, renderanno le banche più sicure, ma non renderanno l'attività bancaria in alcun senso più sicura. E ieri, all'indomani della difficile intesa sul finanziamento al Fmi per il fondo di salvataggio dell'euro (150 miliardi di euro contro i 200 previsti con il no di Londra che ha suscitato però in patria molta tensione e proteste con il mondo degli affari che stima 3 milioni di posti di lavoro a rischio) il presidente del Parlamento europeo Van Rompuy ha convocato una riunione straordinaria per il 30 gennaio. Obiettivo: affrontare l'emergenza occupazione e stimolare la crescita.
notizie tratte da La Nazione