Elena Comelli
MILANO
UN'ALTRA BRUTTA giornata per le Borse, che ieri sono cadute su un copione già visto: il rischio di un declassamento del rating francese, i veti della cancelliera tedesca Angela Merkel sul rafforzamento del fondo salva-Stati e gli spread che continuano a salire.
L'ACCORDO sull'unione fiscale raggiunto la settimana scorsa, dopo una prima reazione positiva, non ha convinto i mercati. Tanto più alla luce dell'acuirsi dei timori per la crescita, con l'Ifo (dopo la Bundesbank qualche giorno fa) che ha rivisto al ribasso le stime di crescita per la Germania nel 2012: il Pil tedesco aumenterà dello 0,4% rispetto alle previsioni precedenti per una crescita del 2,3%. Ieri il governo di Berlino ha approvato la riattivazione del fondo salva banche Soffin. La piazza francese ha sofferto delle indiscrezioni riportate settimanale satirico Le Canard Enchainé, che ha riferito di un colloquio captato in un fuorionda televisivo tra Nicolas Sarkozy e il suo staff, in cui il presidente avrebbe dato per scontata la perdita della tripla A per Parigi.
MILANO HA CHIUSO in calo del 2,84%, Francoforte dell'1,72% e Parigi del 3,33%, appesantita dal rischio sulla perdita della tripla AAA, Londra del 2,25%.
In giornata lo spread fra il Btp decennale e il Bund tedesco ha sfondato quota 480 a 481,6 punti con un rendimento salito al 6,77%. Ma, riferisce il Tesoro, l'ampliamento è stato determinato da ragioni tecniche ed era previsto: una delle principali piattaforme che fornisce informazioni al mercato ha adottato per il calcolo dello spread un nuovo titolo di riferimento. Il Btp con scadenza settembre 2021 sarà sostituito dal Btp con scadenza marzo 2022. «Il nuovo titolo è caratterizzato da minore liquidità con effetti sfavorevoli nel confronto dell'omologo titolo tedesco», sottolinea il Tesoro.
IERI MATTINA il Tesoro ha collocato Btp a 5 anni per 3 miliardi (il massimo previsto) a un rendimento del 6,47%, poco sopra il 6,29% dell'asta precedente e al livello più alto dal maggio 1997. Si conferma la fuga degli investitori verso i titoli di Stato tedeschi, con il successo dell'asta a due anni tedesca: la Germania ha collocato sul mercato 4,18 miliardi di bond a due anni con un tasso di rendita pari allo 0,29%, sotto lo 0,39% della precedente asta di novembre. La richiesta è stata di 1,4 volte l'offerta.
CONTINUA ANCHE l'indebolimento dell'euro, con il cambio sul dollaro che è sceso sotto la soglia di 1,30. Il petrolio Wti scende a 95,7 dollari il barile dopo che, per la prima volta in tre anni, l'Opec ha deciso di alzare il tetto alla produzione di greggio a 30 milioni di barili al giorno.
notizie tratte da La Nazione