Atene, 1 novembre 2011 - Il premier greco George Papandreou ha nuovamente difeso la sua scelta di indire un referendum sul piano di salvataggio Ue. La consultazione, ha detto il premier, farà chiarezza mentre con le elezioni anticipate chieste dall'opposizione rischieremo il default. Papandreou ha aggiunto, al termine di una lunga riunione del suo governo, che il referendum è una minaccia solo per quanti scomettono sul fallimento della Grecia.
Vertice di emergenza, domani a Cannes, tra i leader dell'Unione europea, José Manuel Barroso e Herman Van Rompuy, la direttrice del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde, i capi di Governo di Francia, Germania e Grecia e il neo presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. Lo ha confermato, questa sera da Bruxelles, il portavoce di turno della Commissione europea, dopo che la notizia era stata riferita da fonti del governo tedesco. La riunione che comincia alle 17, affronterà l'emergenza sui mercati anche alla luce dell'annuncio del referendum in Grecia sulle misure di austerità concordate con Ue e Fmi.
MERKEL-SARKOZY - A seguito di una consultazione telefonica oggi tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel i due maggiori paesi dell'area euro hanno affermato di essere "determinati" a fare attuare alla Grecia gli impegni presi sul risanamento. Francia e Germania sono convinte che l'accordo del 26 ottobre ''permetterà alla Grecia di ritrovare una crescita durevole'' e ''auspicano che, in consultazione con i partner europei e il Fmi, possa essere rapidamente definita una roadmap per assicurarne l'applicazione'', riferisce l'Eliseo. Consultazione di emergenza telefonica della cancelliera tedesca Angela Merkel anche con il premier della Grecia, George Papandreou.
Sarkozy in serata ha ribadito che il piano di salvataggio della Grecia adottato dall'Ue è "la sola via percorribile". "Dare la parola al popolo - ha detto - rappresenta sempre una soluzione legittima ma la solidarietà di tutti i Paesi dell'Eurozona non potrà essere esercitata senza che ciascuno faccia gli sforzi necessari". "Il gesto della Grecia è irrazionale e, dal loro punto di vista, pericoloso", aveva detto in mattinata.
LA GRECIA - L'annuncio-shock del premier George Papandreou di voler sottoporre a un referendum il piano di aiuti ad Atene rischia di aggravare ulteriormente la crisi dell'eurozona. Secondo i sondaggi i greci voterebbero ‘no' nel referendum: "Se ci sarà un referendum sul secondo salvataggio di Atene il risultato più probabile sarà una sua bocciatura'', spiegano gli analisti.
intanto Papandreou ha indetto per il pomeriggio una riunione di emergenza del governo. Secondo quanto dichiarato dal suo portavoce, Papandreu intende inoltre recarsi al G20 di Cannes che inizierà giovedì sera, presumibilmente per fornire rassicurazioni sull'intenzione del suo esecutivo di rispettare gli impegni presi con la comunità internazionale.
La decisione di Papandreou sul referendum ha colto di sorpresa anche i suoi più stretti collaboratori all'interno del governo. Il Guardian riferisce le parole di un funzionario vicino al ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos, ricoverato stamattina in ospedale per dolori all'addome, secondo il quale Venizelos "non aveva la minima idea" delle intenzioni di Papandreou. "Era solo a conoscenza della decisione di chiedere il voto di fiducia in Parlamento e quando ha saputo del referendum la sua reazione è stata: ‘ne hai informato i leader stranieri?'", spiega la fonte. Venizelos, riferisce ancora la fonte, "rimase terrificato nel sapere che Papandreou non li aveva informati e insistette affinché il premier inviasse loro immediatamente una lettera".
Nel tardo pomeriggio, il ministro degli Esteri Frattini riferisce che il suo omologo greco Lambridinis ha assicurato che il referendum "non è in alcun modo inteso a mettere in discussione il piano di azione concordato con l'Ue ma ad acquisire il necessario sostegno popolare per la sua piena e concreta attuazione".
Le banche creditrici della Grecia, riunite nell'Istitute International Finance, ribadiscono il loro supporto all'accordo siglato lo scorso 27 ottobre per un taglio del 50% sui titoli di Stato di Atene. E' quanto si legge in una nota riportata dalla Bloomberg, dove viene sottolineato l'impegno per portare a termine i dettagli dell'accordo.
FMI: PRONTA LINEA DI CREDITO - Il Fondo monetario internazionale è pronto a lanciare una linea di credito della durata di sei mesi a favore di paesi membri che debbano affrontare emergenze finanziarie. Lo hanno detto fonti dello stesso Fmi e di governi del G20 a Bloomberg News. L'ammontare della linea di credito sarebbe limitato al quintuplo della quota versata al Fondo dal paese beneficiario. Secondo le fonti la proposta sarà adottata al vertice del G20 a Cannes. Il nuovo strumento potrebbe essere usato come componente di un più ampio pacchetto di aiuti internazionali a favore delle economie europee in difficoltà, come la Spagna, di fronte al rischio di espansione del contagio dovuto al rischio di default della Grecia.
EUROPA IN ANSIA - L'annuncio del referendum ha provocato tensioni in tutta Europa, a partire dalla Germania: "Mi sembra come se qualcuno stia cercando di sgusciare fuori da un accordo concordato, una strana cosa da fare", ha detto Rainer Bruederle, che è stato ministro dell'Economia per gran parte degli ultimi due anni, prima di assumere la guida parlamentare dei liberaldemocratici dell'FDP. "Il premier aveva accettato un un pacchetto di salvataggio di cui ha beneficiato il suo Paese. Altri Paesi stanno facendo notevoli sacrifici per decenni di cattiva gestione e scarsa leadership in Grecia: sono state fatte scelte sbagliate e il Paese si è portato da sé dentro la crisi", ha concluso il deputato.
Se i greci dovessero respingere in un referendum l'ultimo pacchetto di misure d'emergenza concordate, la Grecia potrebbe finire in bancarotta. Lo ha detto il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, in un'intervista alla radio lussemburghese RTL specificando che bisognerebbe esaminare come sarebbe formulato il quesito relativo alla consultazione. Juncker ha poi affermato che il premier greco George Papandreou ha preso la decisione di proporre un referendum "senza consultare i suoi colleghi europei" con una mossa che accumula grande nervosismo e insicurezza" in una situazione già molto delicata.
Per il premio Nobel all'economia, Christopher Pissarides, "è difficile prevedere cosa succederà alla Grecia se il pacchetto di aiuti venisse respinto. Ci saranno conseguenza negative per l'Eurozona e pesantissime per Atene. Il Paese molto probabilmente dichiarerà immediatamente il default ed uscirà dall'euro".
Per il ministro finlandese agli Affari europei, Alexander Stubb, il referendum ellenico sarà un voto sull'appartenenza del Paese all'eurozona. "La situazione è così difficile che fondamentalmente sarà un voto sulla loro adesione all'euro'", ha detto in un'intervista televisiva a Mtv3.
notizie tratte da La Nazione