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Notizie Dal Mondo - Economia (13/08/2010)

La disoccupazione spaventa Bce e America

Usa, più richieste di sussidi: Wall Street soffre. Trichet: «Rischio frenata». In Italia riparte l’inflazione

- MILANO -
SE LA FEDERAL Reserve è in allarme per la frenata dell'economia Usa (i sussidi di disoccupazione sono saliti di 2mila unità toccando il record degli ultimi sei mesi) anche la Bce non nasconde un certo pessimismo sull'andamento dell'Eurozona. L'economia europea - per la verità - si è rafforzata nel secondo trimestre e dovrebbe andare meglio del previsto fino a settembre. «Ma per fine anno e più in là lo scenario resta molto incerto» scrive il bollettino mensile della Banca di Francoforte». Il ritmo di crescita, insomma, si prospetta «moderato e ancora discontinuo, a fronte di incertezza». Di conseguenza le aspettative sul Pil europeo non sono entusiasmanti: quest'anno si dovrebbe chiudere come previsto con +1,1%, nel 2011 si prevede un +1,4% e nel 2012 un +1,6%. L'Ufficio statistico europeo conferma la battuta di arresto della produzione industriale nella zona euro: in giugno dopo mesi di crescita, la produzione dell'industria è andata in negativo (-0,1% su maggio). Calo vistoso soprattutto in Francia (-1,6%), Olanda (-3,1%), Spagna (-0,7%) e Germania (-0,5%). Unica eccezione virtuosa è l'Italia, dove l'industria ha segnato in giugno un incremento dello 0,6%.

LE ESPORTAZIONI continueranno ad essere un sostegno per l'Eurozona ma la crescita nei 16 paesi si annuncia modesta e non tale da creare nuova occupazione. A pesare - analizza la Bce - sono proprio le prospettive del mercato del lavoro, il calo dei consumi privati e la tutt'ora debole erogazione del credito. Tanto che la la Banca centrale invita le banche a «incrementare la disponibilità di credito quando aumenterà la domanda».

MA LA RIPRESA dell'economia potrebbe essere frenata anche dall'indispensabile processo di risanamento dei conti pubblici deteriorati negli ultimi due anni. La Bce dunque insiste sulla «urgente necessità» di attuare «strategie credibili di riequilibrio nel medio termine, tese a ristabilire la sostenibilità delle finanze pubbliche», con ampie riforme strutturali « soprattutto per quei paesi che soffrono i maggiori disavanzi di bilancio. Un esempio di quello che potrebbe accadere viene dalla Grecia che nel secondo trimestre ha registrato una riduzione del Pil dell'1,5% rispetto ai tre mesi precedenti e del 3,5% su base annua.

A LIVELLO europeo non ci sono invece rischi di tensione sui prezzi (anzi, il pericolo è l'opposto, quello della deflazione): l'inflazione quest'anno si aggira sull'1,4% e resterà a lungo al di sotto del 2%. In Italia invece ( ma anche in Spagna) il fronte dei prezzi desta qualche preoccupazione. I dati Istat fotografano a luglio un'inflazione in ripresa con un incremento dello 0,4% su giugno e dell'1,7% su base annua. E' il rialzo maggiore da fine 2008. Un'impennata dovuta soprattutto al costo dell'energia e dei trasporti (pedaggi autostradali in primo piano) seguiti da casa, acqua ed elettricità, mentre restano invariati i prezzi del carrello alimentare e delle comunicazioni.
A livello territoriale gli aumenti più sensibili si sono registrati ad Aosta, Trieste e Napoli. Le associazioni dei consumatori, (Codaco ns, Adusbef e Federconsumatori) hanno calcolato in 510 euro annui la stangata che si abbatterà in media su ogni famiglia.
Vittorio Dallaglio
notizia tratta da La Nazione

 

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