Paola Pioppi
COMO
LE DOMANDE, semplici e dirette, rimbalzano sui forum di tutta Italia: «Ciao, qualcuno di voi sa come posso fare la cavia per i farmaci in Svizzera?». Le risposte arrivano a pioggia, alcune sono allarmistiche. Altre, invece, sono precise e forniscono modalità indirizzi e limitazioni. Sembra una possibilità alla portata di tutti, qualche esame del sangue e compensi che possono superare il migliaio di euro per tre giorni di permanenza in laboratorio. Negli ultimi mesi, le richieste sono in leggero aumento, e arrivano ormai anche dal Meridione, anche se non hanno alcuna speranza di venire accettate.
Nessuno, formalmente, viene pagato. Le aziende del farmaco precisano che si tratta di rimborsi spese. Al di là della forma, il possibile guadagno attira sempre più l'attenzione di chi vuole arrotondare i bilanci, ma le selezioni consentono a pochissimi di accedere all'indirizzario utilizzato da aziende e agenzie del farmaco svizzere. Si parla di gruppi da sei volontari ripetuti, e di permanenze standard di tre giorni, che possono prolungarsi per sperimentazioni complesse. I candidati devo essere rigorosamente residenti in Svizzera o in Lombardia, ma non oltre le zone di confine. «Motivi di sicurezza», spiegano i responsabili. In altre parole, se gli effetti collaterali o indesiderati si manifestano a esperimento ormai chiuso, il soggetto deve facilmente essere reperibile e raggiungibile. Le regole da rispettare sono tante, e tutte tassative. Riguardano anche il target richiesto di volta in volta, ma il giro dei volontari che accedono ai test è ormai stabile e radicato da anni. Una sorta di fidelizzazione. «Ultimamente - spiegano da oltre confine - arrivano sempre più richieste, ma non è certo un'attività con cui ci si arricchisca. Dobbiamo per forza riconoscere un rimborso, perché da noi nessuno si offre volontario per la scienza».
TRA I REQUISTI per diventare una cavia, quello più importante è l'affidabilità, la capacità di attenersi alle regole, relative anche all'alimentazione. Chi sgarra viene subito scoperto, al primo dei numerosi prelievi del sangue. Arrivare al numero minimo di soggetti non è sempre facile: per alcuni particolari test, si tende qualche volta a ricontattare ex cavie che si sono ormai allontanate da questa attività, ma che nei laboratori sono ancora ricordate come persone serie. Ogni test coinvolge complessivamente dalle 24 alle 48 persone, con costi sostenuti interamente dalla casa farmaceutica. Alla fine si viene pagati in contanti, con un compenso proporzionato se si sospende prima della fine del ciclo. Passare all'ufficio cambio prima di tornare in Italia, è un classico.
notizie tratte da La Nazione