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Notizie Dal Mondo - Cronaca (17/02/2012)

Fuoco italiano sui pirati: pescatori uccisi per errore

Due vittime indiane. Nuova Delhi convoca l'ambasciatore

KERALA (India meridionale)   
TRE RAFFICHE di mitra sparate dai sei marinai del battaglione San Marco, che proteggevano la navigazione della petroliera italiana ‘Enrica Lexia', hanno fulminato due pescatori indiani al largo della costa del Kerala, nell'India sudoccidentale. «Gli uccisi non erano pirati - spiega costernato il capo del distretto di Kollam P. G. Thomas - non c'erano armi a bordo dell'imbarcazione, ma solo undici addetti alla pesca del tonno che si erano imbarcati il 7 febbraio».
Il proprietario del natante Freddy Louis, che era sulla sua barca, racconta che «l'equipaggio, eccetto i due colpiti a morte, stava dormendo e che gli spari sarebbero durati per due minuti, fino a quando il peschereccio si è allontanato». Hanno perso la vita Ajesh Binki, di 25 anni, e Jalastein, di 45. Il governo del Kerala ha deciso di versare 4600 euro di risarcimento alle loro famiglie.
La versione della Marina Militare italiana però è radicalmente diversa. «La nave mercantile ‘Enrica Lexie' (del gruppo armatoriale D'Amato, ndr) è stata attaccata ieri da un'unità pirata in acque internazionali a circa 30 miglia nautiche al largo della costa. Dopo ripetuti avvertimenti e dopo aver verificato con i binocoli che i pirati erano armati, il personale ha sparato alcuni colpi di avvertimento ed i pirati si sono allontanati».
«L'atteggiamento dell'equipaggio era stato giudicato chiaramente ostile, perché non aveva risposto ai segnali di avvertimento», ribadisce una nota della Marina e della sede diplomatica italiana a Nuova Delhi.
L'ambasciatore Giacomo Sanfelice di Monforte è stato convocato dal ministero degli esteri indiano e ha precisato che il peschereccio ha ignorato ripetuti impulsi «luminosi». Secondo Syed Akbaruddin, un portavoce del ministro degli esteri, il responsabile del dicastero Krishna segue «da vicino la vicenda» perché può avere un impatto «sulle relazioni bilaterali». Per il titolare della difesa, Arackaparambil Kuryan Antony, è stato «un episodio grave e deplorevole».

DUE MOTOVEDETTE della guardia costiera e un aereo da ricognizione hanno scortato la petroliera nel porto di Kochi. Il capitano, l'equipaggio e i marò del San Marco sono stati sentiti dopo l'arrivo sul posto del console generale di Mumbai Giampaolo Cutillo. L'indagine è affidata alla marina indiana, alla Guardia Costiera e alla polizia locale. Il responsabile delle forze armate di Nuova Delhi Antony assicura che verrà seguita la procedura «prevista dalla legge». Una fonte anonima del governo annuncia «una causa all'equipaggio italiano».
notizie tratte da La Nazione

 

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