Dopo la strage di sabato a Duisburg durante la Love Parade, il tradizionale festival di musica techno che richiama ogni anno migliaia di giovani, adesso in Germania è il momento del dolore e delle polemiche in Germania. Diciannove morti e 516 feriti, di cui ancora ci si chiede il perché.
Tanti, troppi i campanelli d'allarme rimasti inascoltati, e così le autorità tedesche sono finite sulla graticola. Il cancelliere Angela Merkel e il presidente Christian Wullf hanno chiesto indagini approfondite per individuare le responsabilità; la procura tedesca ha avviato un'inchiesta e sequestrato tutto il materiale in mano agli organizzatori.
Tutte le vittime sono state identificate: si tratta di 11 donne e 8 uomini. I cittadini tedeschi sono 11; oltre alla 21enne italiana Giulia Minola, i giovani deceduti provenivano dalla Spagna, Australia, Olanda, Cina e Bosnia. Tra i feriti figurano altri quattro nostri connazionali: uno di loro è la ragazza di Torino che si trovava in compagnia della ragazza bresciana rimasta uccisa dalla ressa.
Intanto al dolore si sono aggiunte le polemiche. Le autorità avrebbero sottostimato la partecipazione, a Duisburg sono arrivati quasi un milione e mezzo di giovani, ma i sindacati di polizia alzano subito le difese e dicono che da giorni lamentavano una carenza di organico. Nel corso di una conferenza stampa, simile a un processo anticipato, le autorità locali e gli organizzatori non hanno fornito alcuna risposta sulle possibili cause del dramma. L'unica cosa certa è che Love Parade non si farà più.
Il terreno su cui doveva svolgersi la parata, una superficie di circa 120.000 metri quadrati, "poteva accogliere fino a 300.000 persone e non era pieno", assicura Wolfgang Rabe, capo della cellula di crisi della città, nel Nordreno Westfalia. Due anni fa, la Love Parade, aveva richiamato oltre 1,6 milioni di ravers e si era svolta senza incidenti.
Il presidente del sindacato nazionale di polizia Rainer Wendt ha accusato le autorità di Duisburg di essere le responsabili della tragedia: "Li avevo avvisati da un anno. Duisburg non è fatta per la Love Parade. E' una città troppo piccola e troppo stretta per uno spettacolo di questo genere", fgli fa eco il responsabile dei vigili del fuoco, secondo il quale la zona non era adatta ad accogliere una folla di quelle dimensioni.
Che il luogo fosse inadatto a una manifestazione che richiama migliaia di persone se n'erano accorti anche molti giovani arrivati a Duisburg. "Ho visto morti nel tunnel. Altre persone erano vive ma inconscienti per terra, altre piangevano", ha detto Anneke Kuypers, 18 anni, neozelandese che studia in Belgio. "I soccorritori hanno provato a portare un po' di aiuto. La gente soffriva per disidratazione, alcuni avevano troppo bevuto o preso droga".
"Sono arrivato al tunnel intorno alle 17. C'erano troppe barriere e i passaggi erano ovunque troppo stretti", ha detto Alexis, 28 anni, originario di Wuppertal, una città della Ruhr vicina a Duisburg. "C'erano ragazze che svenivano per il caldo. Agenti di polizia sulle scale spingevano per farle uscire. Alcuni hanno provato a rompere le barriere. E' stato terribile, c'era il caos", ha ricordato.
Notizia tratta da la Nazione