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Notizie Nazionali - Politica (18/01/2012)

Liberalizzazioni, Monti frena. Scorpori a rischio per FS e Poste

Il pressing delle lobby fa breccia su carburanti e spiagge

Olivia Posani 
ROMA 
NESSUNA separazione della rete ferroviaria dalla holding Fs, nessun divorzio tra Snam ed Eni, nessuna privatizzazione di BancoPosta e, con tutta probabilità, nessuna novità nemmeno sulla distribuzione dei carburanti, e c'è chi parla anche di una frenata sulle concessioni per le spiagge. Sottoposto al pressing delle lobby e alle divergenze interne al governo, il decreto sulle liberalizzazioni potrebbe perdere pezzi importanti. Certo, fino a venerdì, quando si riunirà il Consiglio dei ministri, il quadro potrebbe cambiare, (oggi è previsto il pre-Consiglio) ma ieri una serie di norme sui settori forti era stata sfilata dalle bozze circolate.

IL MINISTRO per lo Sviluppo, Corrado Passera, in una audizione al Senato, ha detto chiaramente che una decisione sulla divisione proprietaria tra rete e servizi ferroviari spetterà solo all'Autorità dei trasporti: «La separazione può essere contabile, manageriale, societaria e proprietaria. Noi siamo già arrivati al terzo livello. Tra i compiti che avrà l'Autorità c'è quello di decidere se per assicurare un miglior servizio sia necessario andare a un livello ancora maggiore». Sulla linea Passera ci sarebbe anche il vice ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, mentre il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Antonio Catricalà, spinge per arrivare al quarto livello, cioè alla separazione proprietaria della rete. L'ex presidente dell'Antitrust (così come il successore, Pitruzzella) caldeggia anche lo scorporo di Snam rete gas da Eni. Ma pure su questo fronte non ci sarebbe nulla da fare. Passera ieri ha sottolineato anche che «ad ora non c'è nessun progetto di alienazione di Banco Posta da Poste Italiane».

A QUEL CHE denunciano Faib-Confesercenti e Fegica-Cisl, il governo è inoltre pronto a fare marcia indietro sul fronte della distruzione dei carburanti. Come si sa su questo i benzinai sono spaccati. Quelli aderenti alla Confcommercio si sono accodati alle proteste dei petrolieri minacciando 7 giorni di sciopero. «I petrolieri stanno accerchiando il governo per per far saltare le liberalizzazioni», accusa la Confesercenti in una nota in cui spiega che «il settore, secondo indiscrezioni provenienti direttamente dal ministero dello Sviluppo, sarà nella sostanza cancellato dal decreto». Dovrebbero saltare l'abolizione del contratto di esclusiva che lega i gestori ai grandi gruppi, la possibilità per le compagni di cedere un terzo della rete e l'acquirente unico, che doveva calmierare i prezzi. L'assessore al turismo dell'Emilia Romagna parla anche di voci sullo stralcio delle concessioni marittime.
notizie tratte da La Nazione

 

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