Rossella Minotti
MILANO
LA CONFUSIONE è grande, anche sotto il cielo leghista. Dal Veneto, dove batte più forte il cuore secessionista, e dove già si studiava l'idea di aprire un fondo di garanzia per lasciare le tasse sul territorio, parte la nuova rivolta fiscale: non facciamo pagare l'Imu nei nostri territori. L'idea è del sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo e di quello di Vittorio Veneto Gianantonio Da Re.
SI ESALTA Matteo Salvini, che ha già depositato una mozione urgente al Comune di Milano: «Come Lega lombarda stiamo facendo circolare in tutti i nostri comuni una mozione per applicare l'Imu al minimo, ovvero al 2 per mille. Quindi legalmente stiamo già impegnando i nostri sindaci e anche quelli degli altri partiti. Certamente è una tassa odiosa e vergognosa». Ma a parte il legalmente, su cui c'è molto da discutere, ci sono anche altri problemi. Lo fa notare il sindaco di Varese Attilio Fontana, uno dei primi a scendere in piazza contro le manovre del governo Berlusconi che danneggiavano i Comuni. E poco è cambiato. «Questa tassa - spiega Fontana - rischia di essere una truffa per i nostri comuni, perché se io voglio abbassarla rispetto allo 0,4 previsto, la quota allo Stato deve comunque essere trasferita, e allora il danno per il Comune sarà doppio. Sono vicino col cuore e la mente alle iniziative dei colleghi leghisti e a Salvini, ma temo di non poter materialmente compiere nessuna delle iniziative proposte». Insomma nella leghista Varese si pagherà il 4 per mille per la prima casa e il 76 per la seconda.
A meno che il Parlamento Padano, già convocato appositamente per il 28 gennaio da Roberto Calderoli, non riesca a trovare la quadra per realizzare la «protesta fiscale». Prima però il Carroccio scenderà in piazza, clamorosamente, il 22 gennaio nella sua capitale del Nord, Milano. Tutti insieme da piazza Castello fino al Duomo, per protestare contro il «Governo ladro. Giù le mani da casa e pensioni».
PRUDENTE stavolta però è anche il sindaco di Verona Flavio Tosi: «La manovra è pesantissima, ma la protesta fiscale deve essere valutata tecnicamente per non lasciare esposto il singolo cittadino nei confronti dello Stato esattore». Anche Luca Zaia, governatore del Veneto, da Klagenfurt dove è andato a firmare l'accordo trilaterale sull'Euroregione senza confini, dice che è importante «approfondire il lato giuridico per evitare ingiunzioni e altri guai» e si dice disposto a «ragionarne». Roberto Maroni pensa a un «approfondimento tecnico», ma promuove a pieni voti «la protesta sul territorio, visto che in Parlamento siamo una piccola opposizione».
Su tutto arriva lo stupore di Silvio Berlusconi, che ricorda bene come la trasformazione dell'Ici, imposta sulla casa, in Imu, fosse «prevista nell'ipotesi del federalismo».
notizia tratta da La Nazione