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Notizie Nazionali - Politica (01/09/2010)

Clandestini, la "grana" Gheddafi passa alla Ue

Frattini: «Dei 5 miliardi alla Libia ne parleremo a Bruxelles». Montano le polemiche sulla visita


IL COLONNELLO se ne è tornato a casa. Ma al di là dei caroselli dei cavalli berberi, degli inviti alla conversione all'Islam e della doppia kermesse con battaglioni di giovani e piacenti hostess, la sua visita a Roma non è stata solo il folklore al quale Gheddafi ci ha abituati. Il Colonnello lascia all'Europa una proposta ingombrante: la Libia chiede almeno cinque miliardi di euro all'anno per fermare l'immigrazione clandestina. E come il leader della Rivoluzione aveva anticipato nel suo discorso, questa proposta l'Italia la prenderà molto sul serio. «La questione dei 5 miliardi - ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini - non è mai stata discussa. Ma l'affronteremo in sede europea e io immagino che sarà trattata al vertice euro-africano di novembre proprio in Libia». Come dire: noi siamo pronti a parlarne. «Gheddafi - ha spiegato Frattini - ha fatto un ragionamento che hanno fatto tutti gli altri leader arabi nordafricani: noi non vogliamo e non possiamo essere i guardiani d'Europa». Da questo ne consegue che «l'Europa deve avere finalmente una politica migratoria, che si devono destinare molti fondi ai Paesi di origine dei migranti e si devono aiutare i Paesi di transito, come appunto la Libia, a far fronte a un peso enorme». Con il Commissario europeo all'Immigrazione Cecilia Malmstrom, Bruxelles dice che il dialogo con la Libia «è difficile ma necessario», anche se tra lo stanziamento attuale di 60 milioni in tre anni e quello di 5 miliardi all'anno ci corre il Sahara con tutte le sue dune. Intanto, il titolare della Farnesina sarà oggi proprio a Tripoli per una riunione informale del ‘Dialogo 5+5' che riunisce i Paesi del Mediterraneo occidentale.

CERTO È che la visita del Colonnello ha visto insorgere non solo le opposizioni e i finiani (che ieri se la sono presa con Mara Carfagna per il suo silenzio) ma anche i cattolici, e tra di loro pure esponenti del Pdl. Ieri è sceso in campo l'Avvenire, il quotidiano dei vescovi, che in un editoriale del direttore Marco Tarquinio ha parlato di «un avvenimento con aspetti sostanziali e circostanze volutamente folkloristiche» e con «momenti urtanti come l'incresciosa kermesse con le hostess che rischia di essere un boomerang». Significativa e inattesa anche la presa di posizione, con un articolo su un quotidiano, («Non possiamo restare a guardare»), di due cattolici del Pdl come Maurizio Lupi e Mario Mauro, e poi dichiarazioni di altri esponenti Pdl come Barbara Saltamartini e Roberta Angelilli. E anche tra i leghisti ci sono mal di pancia, con il governatore del Veneto Luca Zaia che sottolinea: «Gheddafi non può parlar male delle nostre radici cristiane e non può assolutamente mettere in dubbio la nostra identità. Inviti all'islamizzazione e minacce sono inaccettabili da un Capo di stato». Durissime le opposizioni. «I contorni della visita di Gheddafi - ha detto il segretario del Pd Pierluigi Bersani - hanno avuto momenti di umiliazione. Siamo tutti interessati ad avere buone relazioni con la Libia, ma le buone relazioni internazionali sono tali quando avvengono su basi di rispetto e di misura. e non abbiamo avuto ne l'uno nè l'altro». «E' inaccettabile ed umiliante - ha rincarato la dose Antonio Di Pietro - che l'Italia si riduca a fare da vassallo in politica estera e ad offrire ospitalità ad un personaggio come Gheddafi, che offende il cristianesimo, non rispetta i diritti umani e il mondo occidentale. Berlusconi svende la dignità del nostro paese a un dittatore».

«C'È MOLTA misera speculazione ai danni dell'Italia - ha replicato Frattini - perché se certe critiche ce le fanno i nostri competitor, quelli cioè che vorrebbero fare loro certi affari, è anche legittimo. Ma se lo fa l'opposizione politica italiana lo fa contro l'Italia». «Chi storce la bocca - osserva il capogruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri - è un invidioso. Quanto alla nostra forte identità cristiana, non corre alcun rischio».
di ALESSANDRO FARRUGGIA

Notizia tratta da La Nazione

 

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