di FLAVIA BALDI
- MILANO -
UNA LEGA che molla l'idea delle elezioni e si candida, invece, a mediare tra Berlusconi e Fini. Per cercare di ridare un senso alla legislatura, senza correre il rischio delle urne o di imbattersi prima in un governo tecnico.
Ma un Bossi mediatore non è un azzardo? Dopo un agosto da sturm und drang, mercoledì i leghisti sono usciti dall'incontro con il premier con il ruolo di diplomatici. Non c'erano alternative?
Luca Zaia, ex ministro, è il governatore del Veneto. Uno dei leghisti più vicini al leader. «La scelta fatta da Berlusconi e Bossi era inevitabile. Anche perché il governo non ha ricevuto nessun voto di sfiducia. Quindi, c'è un programma che dobbiamo continuare ad attuare».
Sì, ma non temete di essere condizionati, di volta in volta, dai finiani?
«Vedremo. C'è, ripeto, un passaggio obbligato: quello di vedere in Parlamento se la maggioranza c'è ancora».
Insomma, volete stanare Fini e i suoi?
«Non credo che la creazione di un nuovo gruppo in Parlamento possa bastare per rompere un equilibrio».
La Lega vuole entro l'anno il sì ai decreti attuativi del federalismo fiscale. Il premier vuole il processo breve. Crede davvero che il governo riuscirà a fare qualcosa?
«Guardi, se la situazione fosse di stallo, se non si continuasse con il programma, insomma, se il governo fosse in agonia, beh, chiederemmo di nuovo elezioni anticipate».
La gente non le vuole.
«Lo so. La gente vuole vedere cambiamenti importanti. Il Paese ha bisogno di una riforma fiscale che Tremonti ha promesso. Ci attendono grandi partite. Una maggioranza si misura su questo».
Perché siete così ostili all'Udc?
«Non abbiamo riserve ideologiche. Ricordiamo solo che, nella legislatura 2001-2006, ne fecero di tutti i colori. E ora? Ci sono sempre contro, sulle quote latte, sul pacchetto sicurezza, persino sul federalismo. Basta con questi catoni, questi censori. Se si inizia male, tutto precipita. E cambiali in bianco non se ne danno a nessuno».
Anche Maroni dice che c'è un progetto per far fuori Berlusconi. La Lega è la sua vera stampella?
«Mi sembra un'immagine un po' riduttiva. Noi siamo i garanti di un accordo che si basa sulla stima e l'affetto reciproco tra Bossi e Berlusconi. Il premier è l'obiettivo da rimuovere per alcuni. Ma è inevitabile: lui è il leader».
La Lega ha anche un problema di credibilità nei confronti della propria base. Il federalismo promesso...
«Il 12 settembre, a Venezia, il nostro leader spiegherà qual è lo stato delle cose. E a dargli il benvenuto sarà un governatore del Veneto leghista. Sono molto orgoglioso di questo. Quella sarà la madre di tutte le manifestazioni (mi chiamano da ogni parte), l'avvio della stagione d'autunno». notizia tratta da La Nazione