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Rai, nei contratti clausola contro la gravidanza Camusso: E' tutto illegittimo. Lorenza Lei: Falso, ma controlleremo

Denuncia choc: riguarda le collaboratrici esterne. Ma Viale Mazzini smentisce. Il blog dei giornalisti precari romani 'Erroridistampa' ha lanciato una denuncia pesantissima. Insorge la politica

Roma, 20 febbraio 2012 - "Sul web e su Twitter il blog dei giornalisti precari romani 'Erroridistampa' ha lanciato una denuncia pesantissima nei confronti della Rai con una lettera aperta al Dg Lei. Si tratta di una vera e propria clausola contro la gravidanza inserita nei contratti sottoposti ai giornalisti collaboratori esterni a partita Iva, dove al punto 10 si afferma che in caso di malattia, infortunio, gravidanza ecc, che impedisca a parere dell'azienda l'adempimento delle obbligazione convenute, il contratto potrà essere sciolto senza alcun indennizzo per la lavoratrice". Lo dichiara l'on. Silvana Mura deputata di Idv.
"Una clausola a dir poco scioccante - continua - che di fatto colpisce e nega il diritto alla maternità. Qualche giorno fa si è molto e forse troppo discusso di farfalline, e addirittura il ministro Fornero ha dichiarato di sentirsi offesa in alcuni casi dal trattamento riservato alla donna in Tv. Personalmente ritengo che sul punto sollevato dal blog erroridistampa ci sia molta materia per offendersi in quanto donna e in quanto ministro del lavoro. A tal proposito mi auguro che la ministra Fornero vorrà far sentire quanto prima la sua voce, come sarebbe opportuna una pronta risposta pubblica del Dg Lei alla gravissima accusa rivolta alla Rai".
VITA (PD) - "Non può essere. Smentisca la direttrice generale della Rai l'esistenza di una clausola illegale che sarebbe apposta nei contratti con le donne, volta a risolvere il rapporto di lavoro in caso di gravidanza". A chiederlo è il senatore del Pd Vincenzo Vita. "Nell'anno di grazia 2012 non possiamo neppure immaginare - continua - che la denuncia fatta da 'Errori di stampa' non trovi immediata replica da parte del vertice del servizio pubblico. Ne chiederemo conto anche negli organi di vigilanza competenti, ma vogliamo augurarci che qualche parola di rassicurazione venga detta anche nelle prossime ore".
VENDOLA (SEL) - "In questo Paese si parla, spesso a vanvera o in modo strumentalmente ideologico, di difesa della famiglia e della dignità della donna. Oppure si fa un gran parlare e magari ci si indigna ai convegni perché ci si accorge dell'esistenza della troppa precarietà. Oggi i vertici della Rai e le Istituzioni hanno un'occasione d'oro". Lo afferma in una nota Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà. "Vogliono davvero dimostrare - aggiunge Vendola - che sono contro la precarietà, vogliono davvero fare qualcosa di significativo a difesa della famiglia? Basta poco - conclude - cancellino quelle anacronistiche ed offensive norme capestro per le giovani collaboratrici del servizio pubblico radiotelevisivo".
BINETTI (UDC) - La clausola anti maternità presente nei contratti Rai se confermata è "gravissima". Lo sottolinea la deputata Udc Paola Binetti, interpellata dalla Dire. La clausola, spiega, "sarebbe a dir poco sorprendente in un momento così difficile per l'occupazione nel nostro Paese. Soprattutto per l'occupazione dei giovani e delle giovani donne. Oggi abbiamo la Rai governata da una donna di grande competenza sensibilità e un ministro del Lavoro anche lei donna sensibile e competente. Se fosse vera l'ipotesi che esiste una clausola anti-maternità nei contratti sottoposti ai giornalisti collaboratori esterni con partita Iva sarebbe grave. Immaginare che il contratto possa essere sciolto senza alcun indennizzo per la lavoratrice quando è in gravidanza appare realmente gravissimo. Non ci sarebbe maggior disincentivo alla maternità in un momento in cui il Paese avrebbe invece bisogno di politiche demografiche positive a favore della famiglia e dei figli. Per le donne - chiude Binetti - l'eterna sfida resta quella della conciliazione del lavoro e della famiglia così si finisce sempre con il sacrificare uno o l'altro e non è tollerabile".
PERINA (FLI) - "Se fossero confermate le notizie sulle clausole capestro anti-gravidanza nei contratti per le consulenti a partita Iva, dovremmo concludere che alla Rai qualcuno è uscito di testa". Lo scrive in una nota la deputata di Fli, Flavia Perina. "Non paghi di voler imporre il canone nel modo più indiscriminato anche ai possessori di cellulari e tablet, oggi sembra che a Viale Mazzini vogliano usare queste risorse per ricattare le lavoratrici e imporre loro condizioni intollerabili non solo da un punto di vista giuridico, ma anche civile. La cosa - conclude Perina- è particolarmente grave perché queste consulenti "esterne" non sono in realtà quasi mai lavoratrici autonome, ma dipendenti a tutti gli effetti, contrattualizzate in forma impropria, cioè a partita Iva".
ARTICOLO 21 - "Il coordinamento dei giornalisti precari 'Errori di stampa' ha chiesto alla Rai se risponda al vero la notizia seconda la quale una collaboratrice precaria possa essere mandata a casa in caso di gravidanza, quasi fosse una malattia o una colpa grave". Lo sottolinea Beppe Giulietti di Articolo 21, secondo cui "purtroppo una simile prassi è già stata adottata da molte aziende, non a caso tra i primi provvedimenti del governo Berlusconi ci fu proprio la abrogazione della 'Legge Nicchi' che metteva un freno ad eventuali forme di arbitrio. In ogni caso dalla Rai ci attendiamo una risposta argomentata e tempestiva alla denuncia della associazione 'Errori di stampa'".
CAMUSSO: CONTRATTO ILLEGITTIMO - "Un contratto assolutamente illegittimo perché considera causa di risoluzione del rapporto di lavoro la malattia, l'infortunio e la gravidanza". E' il commento del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, alla notizia diffusa oggi dal coordinamento ‘Errori di Stampa' circa una ‘clausola di gravidanza' inserita nei contratti che la Rai offre ai collaboratori esterni a partita Iva.
"E' del tutto evidente - prosegue - che norme di questo tipo sono non solo in contrasto con la legislazione vigente, ma non riservano il rispetto dovuto alle lavoratrici e ai lavoratori. Tutto ciò, inoltre, conferma come la Rai, insieme purtroppo a tante altre imprese italiane, faccia abuso di contratti atipici e di finti lavoratori autonomi".
Per questo "oltre a rivendicare la necessità che la Rai metta immediatamente fine a questa pratica ne approfittiamo per rammentare l'urgenza del ripristino della legge contro le dimissioni in bianco. Fatti come questi sono la palese dimostrazione di come non andrebbero mai cancellate le norme che tutelano i lavoratori contro le discriminazioni", conclude Camusso.
VIALE MAZZINI SMENTISCE - La Rai, dal canto suo, ha dichiarato di "essersi sempre scrupolosamente attenuta al rispetto delle norme a tutela della maternità". "Non esiste quindi alcuna clausola - scrive Viale Mazzini in una nota - che possa consentire la risoluzione anticipata dei rapporti lavorativi del personale con contratto, anche a termine, di natura subordinata". "Quanto ai contratti di lavoro autonomo - ai quali come noto non si applica lo Statuto dei Lavoratori né le relative tutele - la Rai precisa di non essersi mai sognata di interrompere unilateralmente contratti di collaborazione a causa di maternità, a meno che questo non sia stato richiesto dalle collaboratrici interessate per ragioni attinenti allo stato di salute o alla loro sfera personale. Ogni qualvolta si sia determinata l'esigenza di interrompere i contratti - si ripete su richiesta delle collaboratrici - Rai si è sempre adoperata per assicurare loro futuri impegni professionali al venir meno della ragione impeditiva pur senza aver alcun obbligo di legge al riguardo".
LORENZA LEI - Nonostante la nota dell'azienda, il direttore generale Lorenza Lei ha comunque promesso ulteriori valutazioni. "Ho dato agli uffici competenti l'incarico di valutare interventi sulla clausola, anche se tengo a sottolineare che in Rai non c'è mai stata alcuna discriminazione o rivendicazione in merito, né certamente sono mai emersi, fin qui, dubbi di legittimità", ha dichiarato, rispondendo così all'appello rivoltole dal blog.
Redazione online
notizie tratte da La Nazione

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