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Sorpresa, il Pd apre sull'articolo 18 Altola' Cgil: No a fughe in avanti

Fassina: Bene l'idea di Bonanni. Ma sotto il controllo della Rsu

Olivia Posani 
ROMA 
IL CONFRONTO sul mercato del lavoro entra nella fase stringente e il Pd lancia una proposta di mediazione sull'articolo 18 per facilitare l'intesa. A farlo non è un esponente dell'area liberal, ma Stefano Fassina, responsabile economico del partito, considerato vicino all'ala sinistra. La novità sta nel fatto che, proprio mentre il leader della Cgil Susanna Camusso dice «la proposta della Cisl non ci piace», Fassina traccia un percorso simile a quello disegnato da Raffaele Bonanni. Il numero uno di via Po vuole «sfilare» dall'articolo 18 i licenziamenti per motivi economici, anche individuali, per riportarli nell'aveo dalla legge 223 del '91, che non prevede il reintegro nel posto di lavoro, ma un risarcimento sotto forma di indennità di mobilità per un biennio.

«LA PROPOSTA Cisl non è stata ancora dettagliata, ma lavoriamo su quella ipotesi, ci muoviamo nella stessa direzione», dice l'esponente del Pd, che propone di valutare se i licenziamenti individuali per motivi economici possano seguire un percoso simile a quello dei licenziamenti collettivi. «Non vogliamo un canale alternativo, ma un canale che si affianca a quello esistente: si applica la 223, ma se il lavoratore, assieme al sindacato, non trova un accordo con l'impresa può adire al giudice. E dunque (qui c'è differenza con la proposta Cisl, ndr) utilizzare il canale che prevede il reintegro».
Sarà questa la mediazione finale? «La nostra posizione non cambia», spiegano in Cgil. E Camusso ha detto chiaramente di ritenere «sbagliato anticipare i temi quando ancora bisogna capire come affrontiamo i nodi principali che sono precarietà, ammortizzatori, risorse». Camusso fa notare che la Confindustria «ha accentuato la sua rivendicazone sull'articolo 18 nonostante molte imprese dicano che non è questo il problema».
In effetti Emma Marcegaliga, dopo tre ore di faccia a faccia con il ministro Elsa Fornero ha sottolineato che durante l'incontro «abbiamo affrontato anche l'articolo 18». Ieri è stato aperto il tavolo di confronto tra sindacati e imprese per cercare quello che il presidente di Confindustria definisce «contributo tecnico» sulle questioni in cui si registrano convergenze con il quale presentarsi la prossima settimana a Palazzo Chigi.

INTANTO Angeletti è preoccupato per la mancanza di soldi per gli ammortizzatori. Il segretario della Uil torna poi sulla sua proposta: «Mantenere l'articolo 18 per quello che è e scrivere le ragioni di carattere economico che portano al licenziamento». Bonanni avverte: «La storia dell'articolo 18 è stata confezionata ad arte da alcuni ambienti per nascondere le vere questioni».
notizie tratte da La Nazione

 

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