Viviana Ponchia
ASTI
LA NOTTE che viene fuori dalla nebbia non assomiglia a quel giorno di giugno del 2000, a parte la carovana di camion, l'odore di gasolio, il bisogno di un caffè. L'astigiano Massimo Crepaldi ha 11 anni di più e la cervicale che fa male. Nemmeno la rabbia è quella di allora. Allora c'erano i tir lumaca a intasare lo svincolo di Asti Est. E lui, nel coraggio spavaldo dei suoi trent'anni, si prese una coltellata dalla moglie di un camionista belga che tentava di forzare il blocco. Ieri dentro il caravanserraglio di regione Palucco, sulla statale 10 vicino allo svincolo di Asti Ovest, finisce peggio. Massimo Crepaldi, con il coraggio dei suoi 46 anni, va a morire sotto uno di quei bestioni. Ancora una donna straniera sulla sua strada. Al volante di un ‘Man Tgx' sta la tedesca Karim Jutta Weckerle, 53 anni a marzo, camionista come lui, imbacuccata in un giaccone nero e stanca di aspettare.
LA NEBBIA non si sarà alzata di mezzo centimetro quando, poche ore dopo, la donna verrà arrestata per omicidio colposo e interrogata. E c'è nebbia nei suoi occhi, insieme a stanchezza e irritazione, dopo un giorno in trappola contro il muro dei padroncini italiani. O forse è paura, urgenza di scappare. Ha messo in moto, il bestione cerca un varco tra le decine di manifestanti del Sindacato autonomo trasporti uniti che da mezzanotte fanno da tappo agli ingressi della A21. Massimo Crepaldi urla parole contro il vetro e batte i pugni sulla carrozzeria. Si guardano attraverso il finestrino appannato, ognuno paralizzato dalle proprie ragioni. Non ci si capisce, non c'è altro modo di spiegarle che deve fermarsi e parcheggiare il tir. È un invito perentorio rivolto a tutti i conducenti di veicoli pesanti in transito. Fa segno con l'indice e picchia sulla lamiera. «Piccoli colpi», diranno. Ma dentro la cabina il cane della signora Weckerle si mette ad abbaiare furiosamente. E a quel punto la donna smette di obbedire e avanza piano, aggancia di lato Crepaldi, lo trascina sotto le ruote del camion. «È stato un incidente, non ho visto quell'uomo che si muoveva a fianco del mio camion», avrebbe raccontato la donna prima ai poliziotti, poi ai magistrati. La Questura di Asti precisa che la dinamica dell'incidente è da accertare, di certo l'uomo, dipendente della ditta ‘Astigiana Trasporti', muore sul colpo. È la prima vittima della protesta dei forconi, la notizia arriva ad Asti, dove la moglie dorme ancora. Karim Jutta Weckerle viene accompagnata in caserma e interrogata per due ore dal procuratore Vitari e dal sostituto Paone, che valutano anche l'eventuale dolo.
IL CONSOLATO tedesco manda un avvocato da Alessandria con l'interprete, uno dei due testimoni presente al momento dell'incidente è ancora scosso quando lascia la procura: «Eravamo una trentina, poi è successo quello che è successo, non fatemi dire altro». Il sindacato di polizia esprime cordoglio ma ricorda che i blocchi sono illegali e chi vi partecipa commette un reato. I camionisti, seppure sconvolti, proseguono a oltranza il presidio.
notizie tratte da La Nazione