Elena G. Polidori
ROMA
LA CASTA si è ribellata. È vero che il resto degli italiani è chiamato a fare sacrifici ma c'è qualcuno che, pur comodamente seduto sui banchi del parlamento, alza la voce e non ci sta. E così è successo che, mentre alla Camera si cerca di trovare la quadra su una nuova formulazione di rimborso per la diaria (attualmente 3690 euro al mese erogati a forfait) e sui contratti dei collaboratori dei parlamentari (la soluzione sembra quella di far stilare i contratti direttamente dalla Camera anzichè dal singolo parlamentare, che spesso attualmente li mette in tasca anche quando non ha l'addetto stampa) il finiano Giuseppe Consolo, presidente del Consiglio di Giurisdizione della Camera, l'organismo che decide in merito alle controversie della Camera, si è trovato davanti una bella gatta da pelare.
Nelle ultime settimane una ventina di parlamentari (ma il numero, a quanto sembra, è destinato ad aumentare) hanno presentato ricorso contro il taglio dei vitalizi decisi lo scorso dicembre. «Si tratta di un diritto individuale - spiega Consolo - ma resta l'amarezza di vedere che ci sono colleghi che proprio non sembrano cogliere la gravità del momento in cui viviamo».
CERTO, Consolo si dice pronto a difendere «a costo della vita» la riservatezza dei nomi dei ricorrenti, sperando - soprattutto - «che ci possano ripensare». «Sarebbe inutile - commenta ancora Consolo - svelare dei nomi di questi ‘ribelli' esponendoli inevitabilmente alla gogna mediatica; d'altra parte, in alcuni casi, si tratta anche di nominativi illustri». Ecco, proprio per questo motivo, Consolo sta avviando una sorta di moral suasion «e per evitare fughe di notizie ho chiuso tutti i documenti in cassaforte; certo, ci sono anche gli avvocati di questi parlamentari che sanno, ma spero che nessuno faccia la spia».
Probabilmente, ha poi aggiunto, la prossima settimana ci sarà una prima Camera di consiglio dell'organismo che dovrà decidere. Dovranno essere nominati i relatori del caso, poi sentire le parti e gli avvocati. «Sono procedure molto lunghe - spiega in conclusione Consolo - davvero mi auguro che ci si rifletta, anche se si parte il 1 febbraio».
LE PRIME, indignate, reazioni però già cominciano ad arrivare. Idv, per voce di Felice Belisario, ha chiesto ufficialmente ai ‘ribelli' di fare «outing» così come il pidiellino Antonio Mazzocchi ha tagliato corto: «Chi fa ricorso, sbaglia, ma c'è comunque la possibilità di farlo - ha aggiunto sibillino - fino al 4 febbraio». Insomma, se ci sono ancora degli incerti, vale la pena pensarci in fretta. La questione, però, sta creando un'onda di piena di sconcerto. Come riporta il Futurista, il quotidiano on line vicino a Fli. «Riforma e (patetico) tentativo di controriforma - si legge sulla prima del sito - una ventina di deputati sono corsi ai ripari, poco o nulla si sa sui ricorrenti, ma i palazzi della politica sono un po' come il salone di un barbiere e qualche informazione è cominciata a trapelare. Tra i contrari c'è anche un po' di Lega, a dimostrazione che, in fondo, quei privilegi romani sono difficili da abbandonare». L'articolo così si conclude: «Spazio, ora, alla procedura interna, tempi non brevi, certo, ma neanche in grado di cancellare le istanze di chi vive fuori da quei palazzi».
notizie tratte da La Nazione