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LA PROTESTA DEI CAMIONISTI CONTINUA IL BLOCCO DEI RIFORNIMENTI

Tir fermi, Sicilia a corto di cibo e carburanti Confindustria: Dietro c'e' la mafia

Beatrice Bertuccioli 
ROMA  
IN SICILIA molti distributori sono ormai a secco e negli scaffali dei supermercati iniziano a mancare diversi generi alimentari, mentre frutta e verdura marciscono sui tir fermi nelle strade e nei porti. Ripercussioni anche in Calabria, dove agli imbarcaderi di Villa San Giovanni sono fermi nei piazzali un centinaio di camion. Ieri, al quarto giorno dello sciopero proclamato dal movimento ‘Forza d'urto', composto da autotrasportatori, pescatori e agricoltori, l'isola era allo stremo. Il governatore siciliano, Raffaele Lombardo, che ieri ha avuto un confronto con i prefetti di Palermo e Catania e una delegazione dei manifestanti, ha chiesto un incontro con il premier, Mario Monti. Il presidente di Confindustria in Sicilia, Ivan Lo Bello, sostiene che «in molti blocchi e manifestazioni in Sicilia sono presenti esponenti riconducibili a Cosa nostra». Accuse gravi alle quali replica sdegnato tra gli altri Martino Morsello, del Movimento dei Forconi. «Ma quali mafiosi, noi siamo persone oneste. La verità è che in 150mila hanno aderito alla nostra mobilitazione e andremo all'assalto della politica siciliana, della Regione, dell'Assemblea fino a quando non saranno date risposte chiare alla nostra vertenza», afferma Morsello e annuncia di avere iniziato per protesta lo sciopero della fame. E da oggi si uniranno alla protesta anche gli studenti siciliani.
Il movimento ‘Forza d'urto' raccoglie gli autotrasportatori aderenti all'Associazione imprese autotrasportatori siciliani, gli agricoltori del ‘Movimento dei Forconi' e i pescatori. Da lunedì scorso protestano, bloccando strade, ferrovie e porti, contro l'aumento del prezzo dei carburanti e delle tariffe autostradali. Niente più rifornimenti quindi per i distributori e nessuna consegna di merci a negozi e magazzini.

IL PRESIDENTE di Confindustria in Sicilia parla di mafiosi tra i manifestanti. «Questo non significa che la mafia sia dietro le manifestazioni, ma siamo preoccupati - precisa Ivan Lo Bello - che un disagio reale della gente dell'isola, sia cavalcato da personaggi senza credibilità e dal dubbio passato, da infiltrazioni della criminalità organizzata». Affermazioni gravi alle quali ‘Forza d'urto' ha replicato con un comunicato, sottolineando di non avere «mosso un passo se non dopo averlo coordinato con le Forze dell'ordine, proprio per evitare che qualcosa di estraneo» si inserisse nel movimento. E le affermazioni di Lo Bello vengono commentate anche dal procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. «In un contesto di territorio dove c'è una presenza della criminalità organizzata di tipo mafioso, è anche possibile una sua infiltrazione nel movimento di protesta, però - afferma Grasso - bisogna accertarlo, perché non si può generalizzare». Il governo si sta occupando della questione, ha assicurato ieri il sottosegretario ai Trasporti, Guido Improta. «Il governo è al lavoro fin dal suo insediamento - ha detto - per mettere in campo misure che vadano incontro alla categoria degli autotrasportatori. A breve saranno formalizzati nuovi provvedimenti per il settore».

INTANTO il governatore Lombardo ha chiesto un incontro al presidente del Consiglio. «Ho chiesto con una lettera un confronto col premier Monti - ha precisato il governatore - su alcuni punti delle rivendicazioni poste dal movimento, dalle accise sulla benzina ai costi dei trasporti». E si è quindi augurato la fine dei blocchi. «Mi auguro che i blocchi siano rimossi perché questa iniziativa - ha sottolineato - inizia a creare seri problemi alla popolazione». Ma il fronte della protesta, ieri sera, dopo un'infuocata assemblea, risultava spaccato: chi proponeva di fermarsi alla mezzanotte di oggi, chi è deciso ad andare avanti ad oltranza.
notizie tratte da La Nazione

 

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