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Natale, consumi giu' del 10% E aria di recessione sui saldi

Si taglia tutto, nel 2011 l'83% degli italiani ha speso meno

Nuccio Natoli 
ROMA  
C'È CHI lo ha chiamato Natale austero, chi il peggiore da oltre dieci anni e chi l'ingresso ufficiale nella recessione. Di sicuro il fronte dei consumi ha subìto ferite profonde nelle ultime settimane del 2011. Secondo alcune stime la spesa natalizia totale si è fermata a circa 4 miliardi di euro, mentre le previsioni puntavano attorno a 4,5 miliardi. Più di un 10% secco in meno. Colpiti quasi tutti i settori con punte che, rispetto al 2010, hanno raggiunto il 25% in meno per gli arredamenti e gli elettrodomestici. L'unico comparto con un lieve segno più (1,5%) è stato l'elettronica di consumo (soprattutto smartphone e tablet).

ANCHE i ristoranti, con i pranzi di Natale e le cene di Capodanno, hanno pagato pegno: la clientela è diminuita del 5%. Circa tre italiani su quattro il cenone di Capodanno lo hanno fatto in casa. In attesa dell'ultima speranza rappresentata dalla stagione dei saldi (Confcommercio valuta che saranno spesi circa 6 miliardi di euro solo per il settore abbigliamento e accessori e ha lanciato iniziative come come «Saldi Chiari», «Saldi Trasparenti», «Saldi Tranquilli») già si ipotizza ciò che ci riserverà il 2012. Tutte le analisi concordano che «in giro c'è grande preoccupazione» e che l'impatto sui consumi sarà forte. Sarebbe sorprendente il contrario.

INSOMMA, il barometro dell'umore dei consumatori, e in generale delle famiglie, punta verso il pessimismo se guarda in casa propria, mentre un filo di ottimismo resiste nei confronti della situazione dell'Italia. È evidente la contraddizione. Si può solo ipotizzare che quel che è accaduto nelle ultime settimana sia, almeno in parte, entrato nella testa degli italiani: i sacrifici colpiscono sul versante familiare, ma dovrebbero farcela a salvare l'Italia. Nel frattempo, circa 83% degli italiani ha giocato d'anticipo sulla crisi riducendo nel 2011 le spese per abbigliamento, calzature e prodotti per la casa.
A questa conclusione è giunto un sondaggio condotto da Swg-Confesercenti secondo il quale circa la metà degli intervistati (il 48%) sostiene che la situazione dell'Italia «è pessima» e il 36% aggiunge di prevedere che le condizioni della propria famiglia «peggioreranno durante il 2012». Rispetto a un anno fa i pessimisti sono aumentati di ben il 18%. Al contrario il 32% degli intervistati (era il 17% un anno fa) ritiene che la situazione dell'Italia sia destinata a migliorare.

L'ASPETTO più preoccupante è il continuo aumento di coloro che prevedono di non riuscire a fare quadrare il bilancio familiare. Secondo l'indagine si riduce di 10 punti la percentuale (siamo al 62%) di chi pensa di potercela fare a coprire tutte le spese mensili della famiglia, mentre sale di otto punti (siamo al 28%) chi pensa di farcela «solo fino alla terza settimana». Il rimanente 10% confessa che le proprie entrate gli permetteranno di fronteggiare solo «le prime due settimane». C'è da sperare che il dato sia frutto di pessimismo eccessivo nelle risposte: se così non fosse, significherebbe che nel 2012 quasi il 40% delle famiglie italiane non sarà in grado di arrivare a fine mese. Sarebbe un dato non da recessione, ma da depressione cupa.
notizie tratte da La Nazione

 

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