dall'inviato
Gabriele Moroni
CREMONA
PRIMI interrogatori degli arrestati e prime ammissioni, diverse per contenuti e toni, nell'inchiesta sul calcioscommesse. Davanti al gip Guido Salvini, Alessandro Zamperini ammette ciò che forse non può negare e si ferma. Filippo Carobbio, centrocampista oggi allo Spezia, offre una nuova sponda all'inchiesta e parla di altre partite, oltre a quelle che gli vengono contestate nell'ordinanza di custodia cautelare. Zamperini («annacquando», precisa un inquirente) ammette il suo contatto con il macedone Hristyan Ilievski, l'uomo con una cicatrice che gli attraversa il volto dal sopracciglio sinistro allo zigomo, e anche gli incitamenti a «impegnarsi» perché dopo gli arresti di giugno l'organizzazione era entrata crisi. Nulla di più. Soprattutto è tetragono nel negare quella che sarebbe stata l'ammissione più importante, legata a Lecce-Lazio di serie A. Conferma solo che che si trovava nell'albergo dei salentini in compagnia dell'amico Ilievski e niente più.
IL NOME di Zamperini compare anche nell'intercettazione, l'11 novembre, di una sua conversazione in inglese, su un'utenza greca, con un uomo africano. L'argomento è la possibile manipolazione di Bielorussia-Niger. L'africano introduce l'argomento. «Sì fratello, ma guardo nel market, lo sai, l'incontro Bielorssia-Nigeria... ah Niger! Ma non c'è nessun posto dove puntare qui, mai». Zamperini interloquisce solo con un «eh», l'africano riprende: «Nessun posto! se senti qualcosa in Italia, ma non posso credere, non credo adesso! aspetta... aspetta dopo... giocano alle 16... se vedi in qualche posto Bielorissia-Niger, tu gioca che la Bielorussia vince 4-0, lo sai ...». Zamperini acconsente: «Ok».
SONO cinque le partite che Filippo Carobbio («Pippo» nelle intercettazioni) avrebbe manipolato o cercato di manipolare per gli «zingari»: quattro con la maglia del Grosseto fra marzo e maggio del 2010 (Grosseto-Mantova, Ancona-Grosseto, Grosseto-Reggina, Grosseto-Empoli) e una con quella del Siena (Siena -Piacenza del 19 febbraio 2011). Carobbio al gip parla anche di partite che risalgono a quando militava nell'Albinoleffe, campionato 2008-2009 (nella squadra figuravano altri nomi nelle carte dell'inchiesta, Carlo Gervasoni, José Joelson, Paolo Acerbis, Kewuallay Conteh) e «di altre ancora».
RIMANE alto il profilo internazionale dell'inchiesta che si salda con avvenimenti accaduti bel oltre i confini. Nel giugno 2011, in Ungheria, viene arrestato un gruppo composto da otto personaggi, ex calciatori e arbitri, che hanno «lavorato» sia su partite del campionato magiaro sia su incontri internazionali: Argentina-Bolivia under 20 e quelli fra le nazionali maggiori di Estonia e Bulgaria e Lituania e Bolivia. Fra gli arrestati l'ex calciatore Zoltan Kenesi, principale referente dell'organizzazione di scommettitori. Kenesi si trova in compagnia di Wilson Raj Perumal quando quest'ultimo viene arrestato in Finlandia nel febbraio 2011. Il singaporiano Perumal è la «gola profonda» dell'inchiesta di Cremona.
notizie tratte da La Nazione