Firenze, 22 dicembre 2011 - LA STAR è ancora lei, la Sophia nazionale, che continua a calcare i red carpet bella e affascinante come sempre, con il suo incedere da diva. In un lungo e scollatissimo abito nero tempestato di strass firmato Armani, la Loren è arrivata ieri sera all'inaugurazione del Nuovo Teatro dell'Opera, ospite come al solito del maestro Mehta e della moglie Nancy e accompagnata dalla sorella Maria Scicolone. Ha concesso generosi sorrisi ai fash e alle telecamere, per sparire poi nella sala vip.
Poco dopo ecco Vittorio Sgarbi, che si guarda intorno incuriosito ma non certo emozionato dalla nuova struttura: «Arrivando ho pensato che l'architettura del nostro tempo produce scatole da scarpe. In questo caso però ciò che conta è cosa c'è dentro le scatole. Se l'acustica è ottima e il teatro funziona, allora pazienza. C'è di buono che questa struttura è defilata rispetto al centro e non deturpa la città, come invece fa quell'orribile palazzo di giustizia». Tra gli ospiti anche l'architetto Massimiliano Fuksas, che invece ha parole di compiacimento per il lavoro dei colleghi dello studio Abdr che hanno progettato il progetto: «E' un teatro molto bello», afferma.
Prima del concerto il sindaco Renzi ha scoperto nel foyer una targa con la scritta ‘'1861-2011'' sotto l'emblema del tricolore, per ricordare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Insieme a lui anche Giancarlo Bravi, coordinatore dell'unità tecnica per i festeggiamenti.
Lunghissimo il parterre delle istituzioni: accanto al prefetto Paolo Padoin e al questore Francesco Zonno, il senatore del Pd Andrea Marcucci e il deputato del Pdl Gabriele Toccafondi, gli assessori alla cultura della Regione Cristina Scaletti, della Provincia Carla Fracci e del Comune Giuliano da Empoli, oltre al presidente del consiglio comunale Eugenio Giani. E ancora il presidente della Camera di Commercio Vasco Galgani, la sovrintendente al polo museale Cristina Acidini e il presidente di Florens Giovanni Gentile.
Non ha voluto mancare l'arcivescovo Giuseppe Betori, che per l'occasione è stato accompagnato dal viceministro russo Andrei Busugyn e dal responsabile delle comunità ortodosse in Occidente, presenti a Firenze per l'ostensione delle icone russe in Battistero: «Questo teatro dimostra che la città non è ferma a contemplare il passato - ha detto Betori - , ma che da esso sa trarre motivo per guardare in avanti».
Ancora vip con Virna Lisi, l'ex direttore di Canale 5 Giorgio Gori e la moglie Cristina Parodi, Corrado Augias, Giuliano Ferrara e la moglie Anselma Dell'Olio, il vicepresidente di Unicredit Fabrizio Palenzona e il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Jacopo Morelli. Accanto a Leonardo Ferragamo, l'ex governatore della Toscana Claudio Martini, e fra gli ex sovrintendenti del Maggio anche Giorgio Van Straten con la moglie Stefania Ippoliti.
Visti i tempi di crisi e di tagli - anche agli stipendi dei lavoratori del Maggio -, ieri sera non c'è stato alcun biglietto omaggio e anche gli ospiti più illustri hanno pagato l'ingresso di 150 euro. Dopo il concerto cena nel foyer per trecento invitati, con brindisi al nuovo teatro su raviolini con tartufo bianco di San Miniato e filetto di Chianina.
E stasera concerto di Stefano Bollani, pianista jazz e insieme interprete di Mozart e Gershwin, compositore, cantante all'occasione, scrittore, improvvisatore, fine dicitore, animatore di programmi radiofonici e televisivi: in due parole Stefano Bollani, qui, col suo pianoforte, insieme a Jesper Bodilsen al contrabbasso e Morten Lund alla batteria, a formare lo Stefano Bollani Trio. Non solo classica, dunque, per l'inaugurazione del Nuovo Teatro, ma anche nuovi orizzonti musicali, esplorati da uno degli artisti più versatili del nostri giorni.
notizie tratte da La Nazione