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Il leader dell'Udc Casini contestato a Catania

"Nessuna lezione dall'Udc" Lui: fiero di stare con Monti

E' uno dei più fervidi sostenitori del governo Monti, convinto che il governo tecnico sia la strada migliore per il Paese e che le misure per la crescita siano dei "provvedimenti giusti, anche se difficili da sostenere".

Al leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini non preoccupa più di tanto il declassamento del rating nostrano, anzi, lo considera un monito perché "se vogliamo rispondere con consapevolezza e senso della realtà ai problemi che questa decisione comporta per l'Italia, dobbiamo avere e trasmettere la consapevolezza che siamo consci di un lungo periodo che attende l'Italia di riforme dure, a partire dalle liberalizzazioni, che non devono guardare in faccia a nessuno, non debbono colpire solo i deboli perché sennò non sono credibili".

Durante una lectio magistralis nella facoltà di Scienze politiche dell'università di Catania, l'ex presidente della Camera appoggia senza riserve il professore della Bocconi. Ma è proprio questo appoggio che ha scatenato la protesta di una trentina di studenti che hanno espresso il loro dissenso con volantini e striscioni con scritto: "Nessuna lezione dall'Udc". E ancora: "Non possiamo accettare che il massimo rappresentante politico del governo Monti sia ben accetto".

Gli appartenenti al movimento studentesco hanno inoltre contestato "l'inopportuna presenza del leader dell'Udc in una università il cui rettore è stato costretto a dimettersi da coordinatore regionale dello stesso partito", definendo l'iniziativa dell'ateneo "un evento partitico e non con fini didattici".

Ma Casini non si è scomposto e ha risposto a stretto giro ai suoi oppositori: "Vorrei ringraziare i giovani che mi hanno contestato,  vorrei spiegare loro che sono fiero di essere un sostenitore del governo Monti, cosa di cui non mi devo vergognare".

Insomma, per il leader dello Scudo crociato, anche il prossimo orizzonte è rappresentato da Monti e sarebbe "assurdo pensare alle elezioni anticipate tra qualche mese. Se qualcuno lo pensasse vuol dire che è fuori dalla realtà".

Ma le contestazioni non sono l'unico problema che il leader dell'Udc deve affrontare in Sicilia. Infatti, dopo la fuoriuscita del suo partito dalla giunta Lombardo, con tanto di cambio di nome (da Unione di Centro a Unione di centro per il Terzo Polo), Casini sembra non aver preso di buon piglio quella che resta pur sempre una decisione di esponenti del suo partito.

"Non è una scelta che ho fatto io. È una scelta che ha fatto Giampiero D'Alia, non è una cosa che voglio commentare. Auguro al presidente Lombardo ogni bene perché la Sicilia ha bisogno di un governo forte e responsabile. Io come amico e responsabile nazionale di un partito non posso che augurarmi che la Giunta faccia sempre meglio", afferma Casini.

E D'Alia, capogruppo dell'Udc al Senato e coordinatore del partito in Sicilia, di contro risponde: "Lombardo? Non faccio polemiche perché i problemi sono gravi, seri e c'è poco da ridere. L'uscita dell'Udc dal governo regionale non è un capriccio e ha fondate motivazioni politiche che non ripeterò ancora. Lombardo continui a fare il suo lavoro che noi sappiamo fare bene il nostro".

Il Giornale


(notizia tratta da www.saturnonotizie.it)
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