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Notizie Nazionali - Economia (05/02/2012)

Susanna Camusso: senza accordo la riforma del lavoro è ingiusta

Fornero: nessuna demonizzazione del posto fisso

La riforma del mercato del lavoro senza l'accordo con le parti sociali "sarebbe ingiusta e inadeguata". L'articolo 18 "non è un tema della trattativa". Basta alla polemica "stucchevole e insopportabile" sulla monotonia del posto fisso. Troppe tutele? "Immagino che il professor Monti sia in grado di farci un elenco di quali sarebbero": questo "sì è un ritornello monotono". Il leader della Cgil, Susanna Camusso, in una intervista all'ANSA, illustra la posizione del sindacato in vista del nuovo tavolo di confronto con il governo e le parti sociali.D. Il ministro Fornero a proposito della flessibilità in uscita ha indicato che 'non e' giusto legare un lavoratore all'impresa in tutte le circostanzé. E' d'accordo? Camusso: E' indubbio che, di fronte alla disoccupazione, ogni sforzo va indirizzato perché si ritrovi un altro posto di lavoro. Il termine mobilità ha esattamente questa origine: transitare da un posto di lavoro ad un altro. Ma i termini della questione posta sono sbagliati: non si può e non si deve licenziare senza giusta causa e senza giustificato motivo. Sostenere, come fa la ministra con una strana affermazione, che 'non e' giusto legare un lavoratore all'impresà cosa vorrebbe dire? Che si vuole facilitare la licenziabilità? Non è assolutamente questo il tema da affrontare.

D. Il posto fisso non va demonizzato. Ma..? Camusso: Questa polemica sul posto fisso, sulla sua presunta monotonia, è stucchevole e insopportabile. Intanto se con posto fisso si sottintende sinonimo di tutelato è chiaro che non si parla del cambiamento ma di nuovo di licenziamenti. Il fatto che non si lavorerà nello stesso luogo per tutta la vita è vero da tempo, ma la professione e la professionalità se hanno un peso, e lo devono avere, accompagnano una vita. Per esempio un professore universitario non mi pare che cambi lavoro frequentemente. Soprattutto in una stagione così difficile bisognerebbe essere rispettosi di chi cerca un lavoro disperatamente e non ha certo tempo di annoiarsi.

D. Il premier Monti ha sostenuto che le tutele vanno 'equilibrate', tra chi ne ha troppe e chi poche. Camusso: Immagino che il professor Monti sia in grado di farci un elenco di quali sarebbero le troppe tutele perché, nonostante gli sforzi, non le vediamo. Siamo un paese con salari bassi, alta disoccupazione, ammortizzatori insufficienti, tant'é che discutiamo di una riforma che risponda alla necessità di allargarli e renderli fruibili anche per i lavori discontinui. Siamo di nuovo di fronte ad uno stesso ritornello, questo sì monotono.

D. L'articolo 18 scoraggia gli investimenti? Camusso: Quando si dice che l'articolo 18 scoraggia gli investimenti, si fa un'affermazione grave. Soprattutto per un presidente del Consiglio che dovrebbe avere come prima funzione quella di presentare positivamente il Paese e promuovere investimenti. Legga Monti le infinite inchieste su ciò che viene giudicato d'ostacolo per investire in Italia: dalla criminalità agli incentivi, dall'incertezza fiscale a quella dei pagamenti. Infine trovo davvero offensivo che si porti avanti una campagna, in un Paese come lo è il nostro in difficoltà per gli effetti di una crisi generata dalla finanza, dai non investimenti sul lavoro, di continui attacchi al lavoro.

D. Il ministro ha detto che 'se ne parla troppo'? Camusso: Abbiamo detto con chiarezza perché l'art. 18 non è un tema della trattativa: non si deve cambiare. Chi continua a proporlo manifesta la sua volontà di non fare nessun confronto.

D. La prossima settimana sarà convocato un nuovo tavolo governo-parti sociali. Cosa si aspetta? E' giusto che la riforma venga fatta anche senza un accordo con le parti sociali? Camusso: La riforma senza l'accordo sarebbe ingiusta e inadeguata ai problemi. Lo dimostra la cosiddetta riforma delle pensioni che ha moltiplicato i problemi sul mercato del lavoro, prodotto ingiuste violenze e non ha neanche offerto una prospettiva ai giovani.

D. Se si dovesse insistere sul terreno dei licenziamenti e dell'articolo 18, quale sarà la reazione della Cgil? Camusso: Abbiamo un documento con Cisl e Uil per questo confronto, sulla base di quello valuteremo e decideremo quali iniziative prendere se il confronto non potesse procedere o ci trovassimo di fronte alla volontà di cambiare le norme sui licenziamenti e sull'articolo 18.

D. Il ministro ha detto di non vederla come un'avversaria. Lei come vede il ministro? Camusso: Come un ministro, la nostra controparte in un confronto difficile. Proprio come è normale che sia. D. E Marchionne come Thatcher al maschile? Camusso: Trovo interessante il confronto. La Thatcher di certo non ha portato bene al mondo.

D. Il 2012 sarà un anno di recessione, cosa temete di più? Camusso: Il 2012 sarà un anno di piena recessione. La prima e più grave preoccupazione è la disoccupazione che crescerà ancora determinando parallelamente una crescita ulteriore di quelli senza tutele. La crescita non può continuare ad essere rinviata, non vorremmo che si pensasse ad una 'fase tre'. L'attenzione al debito non deve impoverire il Paese ma va rimesso in moto il credito. Il Btp day è stato fruttuoso, allora perché non si decide che le pensioni oltre i 5 mila euro al mese si pagano in titoli e così anche le retribuzioni pubbliche oltre i 150 mila euro l'anno. Potrebbe essere un modo per reperire risorse e fare in modo che la parola equità torni ad avere un po' di cittadinanza. Il governo ci stupisca innovando per davvero e non con il trito e ritrito ritornello che licenziare è la soluzione di tutti i mali. Licenziamento più facile crea iniquità.

FORNERO, NESSUNA DEMONIZZAZIONE POSTO FISSO  - "Dobbiamo sforzarci di avere una flessibilità buona. La flessibilità cattiva si traduce in precarietà". Lo afferma il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ospite di Sky Tg24, quale obiettivo della riforma del mercato del lavoro. "Nessuna demonizzazione del posto fisso" dice il ministro che sottolinea: "Il posto fisso rimane un'importante aspirazione per molti. Se non la possiamo realizzare appieno per tutti, l'importante è che chi sperimenta, chi accetta la flessibilità non ne paghi i costi". Parlando di flessibilità buona e cattiva, il ministro fa riferimento anche alle liberalizzazioni: "Per molte categorie questa è stata accolta come una cattiveria del governo ma l'idea era sempre di introdurre elementi di flessibilità in certe categorie che sembravano un po' chiuse".

"Se un datore di lavoro trova che la flessibilità è un elemento positivo per ragioni organizzative, perché le modalità produttive cambiano, bé un po' dovrebbe pagare. Quello che dobbiamo rompere è il meccanismo per cui i lavori flessibili sono anche quelli che costano di meno", cosa che quindi "conviene" alle aziende. Questo meccanismo "lo dobbiamo spezzare.Noi dobbiamo dire:la flessibilità è qualcosa che per te vale e quindi la devi pagare di più".

"Si parla troppo di articolo 18. Non considero affatto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso una mia avversaria. La considero una persone con un ruolo importantissimo, rappresenta moltissimi lavoratori italiani. Ai leader dei sindacati e di Confindustria, Fornero spiega di aver detto: "Dobbiamo partire dai problemi, siamo qui per discutere e dialogare, possiamo cercare delle soluzioni". "Questo governo è tecnico, non ha parti della società italiana che vuole favorire o partiti cui é particolarmente legato. Si dialoga, però questo governo ha l'ambizione di fare politiche per il Paese, per il futuro del Paese. Può essere un'ambizione eccessiva" ma è questa.

Marchionne come la Thatcher. A tracciare il parallelo è il ministro del Welfare, Elsa Fornero: Thatcher potrebbe essere usato per lui più che per me - ha detto - Soprattutto penso che usa metodi thatcheriani nella sua industria". Sicuramente per quello che è nell'ambito delle competenze, vorrei fare di tutto perché la Fiat resti italiana" e resti "come realtà produttiva e non come una realtà tenuta in piedi". Lo afferma il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ospite di Sky Tg24."Mi dispiace", aggiunge, quando si dice che la Fiat è ormai americana. Nessuno, mai, potrà licenziare per motivi di discriminazione: questo è inaccettabile in qualunque Paese civile. E quindi deve essere inaccettabile anche in Italia che è un Paese civile.

Questo governo è tecnico, non ha parti della società italiana che vuole favorire o partiti cui é particolarmente legato. Si dialoga, però questo governo ha l'ambizione di fare politiche per il Paese, per il futuro del Paese. Può essere un'ambizione eccessiva" ma è questa. Per il ministro, "Ovviamente c'é una maggioranza e alla maggioranza il governo rende conto e con la maggioranza, così come con le parti sociali, si dialoga - dice Fornero ospite dell'Intervista di Maria Latella - però questo governo ha l'ambizione di fare politiche per il Paese.

Noi cerchiamo di parlare al Paese. Può essere un'ambizione eccessiva quella che ci siamo dati di fare delle politiche per il Paese e per il futuro del Paese. Questo è un punto importante", perché "le cose in questo Paese e non soltanto, dal punto di vista economico e dell'occupazione ma anche dei redditi, dei salari, non stanno andando bene. Noi - prosegue - abbiamo una situazione difficile: quest'anno il reddito prodotto scenderà, l'anno prossimo speriamo che non scenda ma salga. Ma sappiamo che non possiamo fare le riforme essendo condizionati dall'oggi: oggi dobbiamo gestire un'emergenza. E dobbiamo trovare le risorse per affrontare in maniera possibilmente equa questa emergenza. Ma nelle riforme noi dobbiamo guardare al domani, al futuro ma soprattutto guardare ai giovani" che "di prospettive per il futuro ne hanno avute poche".

A MARTONE FRASE INFELICE MA CAPITA A TUTTI - "No, sicuramente no": il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, afferma che non avrebbe detto la frase "infelice" usata dal suo viceministro, Michel Martone, su chi é "sfigato se a 28 anni non è ancora laureato": "Ma - aggiunge - capita a tutti di usare un'espressione infelice". "Io sono abituata a lavorare con gli studenti, so che ci sono diverse condizioni di vita, di famiglia, di difficoltà ma non voglio neanche accusare il mio viceministro per una frase un po' infelice. La frase è stata infelice, però capita a tutti", afferma Fornero, ospite dell'Intervista di Maria Latella su Sky Tg24. E chiarisce: "Stiamo costruendo un rapporto di fiducia". Il ministro del Lavoro risponde anche ad una domanda sul ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e assicura: "Ho un rapporto veramente buono di collaborazione e di intesa. Se dico: 'Corrado questo non mi convince', non vuol dire che stiamo litigando. Qualche volta i litigi sono molto costruiti. Come anche quello con Martone" sulle deleghe. E' una questione di carattere: "Io sono piemontese, con i piedi per terra, sempre molto prudente", afferma.

Barbara Marchegiani, Ansa


(notizia tratta da www.saturnonotizie.it)
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