
ROMA
FISCO, un bel bottino e il nuovo redditometro. Con piglio deciso, il direttore dell'Agenzia delle entrate Attilio Befera va alla Camera. E ribadisce con forza l'azione anti-evasione della sua squadra. Il tutto mentre il ‘patto d'onore' tra Stato e contribuenti proposto dall'Idv - ogni maggiore entrata derivante dalla lotta all'evasione deve corrispondere a un euro di minore imposta per i cittadini - viene presa in seria considerazone dal Governo.
Ma vediamo in concreto il Befera-pensiero, cioè non ci fermiamo. Gli atti intimidatori non ci intimoriscono. Abbiamo registrato incassi-record. Di più: entro giugno, via al nuovo redditometro, che sarà basato sull'analisi di oltre 100 voci di spesa. Lo strumento per misurare la compatibilità fra redditi dichiarati e tenore di vita è stato messo a punto analizzando i dati di «oltre 22 milioni di famiglie ovvero circa 50milioni di soggetti». La sperimentazione terminerà a febbraio. Insomma, nel corso dell'audizione a Montecitorio il direttore mostra di non voler arretrare di un millimetro.
LA LOTTA all'evasione prosegue: «In base alle prime analisi dei risultati conseguiti nel 2011 - spiega Befera -, l'attività di recupero dell'evasione si è ulteriormente rafforzata rispetto agli anni precedenti, facendo registrare un trend estremamente positivo». Qualche cifra: nel 2011 ammontano a 2 milioni i controlli effettuati per un bottino di 11,5 miliardi. Più nel dettaglio: l'anno scorso sono state eseguite oltre 700mila verifiche su imposte dirette, un milione sulle dichiarazioni dei redditi e 300mila su materia di registro. Inoltre, circa 11.500 controlli hanno utilizzato indagini finanziarie. E la performance viene giudicata dal direttore «ottima» perché la maggior imposta incassata supera il miliardo. Sempre nel 2011 sono state liquidate 40 milioni di dichiarazioni, che hanno permesso un recupero di imposte di oltre 1 miliardo e quasi 11 miliardi di rimborsi.
Impressionante il numero degli atti intimidatori: 250 dall'inizio dello scorso anno e già 70 nel primo mese del 2012.
L'AGENZIA vuol fare «fino in fondo il suo dovere per raggiungere gli obiettivi assegnati», sottolinea ancora Befera. Il quale però non esita a ricordare che per centrare gli obiettivi non si potrà prescindere da un rimpolpamento della forza lavoro. La richiesta è precisa: una deroga al blocco delle assunzioni per rimpiazzare il personale in uscita, anche perché «lo sforzo che ci viene chiesto non può prescindere dal fattore umano». Anche in questo caso Befera chiarisce il problema con le cifre: nel periodo 2012-14 le uscite ammonteranno a circa 1.800 unità. Il problema però è che i limiti massimi previsti dall'attuale normativa sul turnover consentirebbero di rimpiazzarne solo il 20 per cento, pari a sole 360 persone. Insomma, ci vorrebbe una specifica autorizzazione di legge «per assumerne altre 1.440». E i famosi blitz di Cortina e Milano? Nessuna «volontà di spettacolarizzazione né di fare interventi nel mucchio».
Francesco Ghidetti
notizie tratte da La Nazione