ROMA, 30 gennaio 2012 - "L'IDEA è giusta e coraggiosa. E' ora di intervenire sui carburanti, di limare le accise. Prezzi così alti determinano un aumento del tasso di inflazione e al tempo stesso una contrazione dei consumi. E cioè due pesanti effetti negativi. In una fase recessiva come questa i carburanti, da sempre usati come bancomat dai governi, hanno un ruolo delicatissimo per l'economia del Paese. Alleggerirli un po' del carico che sopportano sarebbe saggio".
Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, è convinto che la proposta di Nomisma rilanciata dal nostro giornale sia buona e opportuna.
E' anche praticabile da un governo che fa dei sacrifici la sua bandiera?
"Lo è certamente. Ogni tre centesimi di accisa io calcolo lo 0.1% di inflazione. E' quello che vogliamo? E i mancati acquisti quanto significano in minor gettito Iva e in minor gettito fiscale dal settore del commercio? Questi sono errori che un economista non dovrebbe fare. Meno che mai un economista alla guida di un governo tecnico, che ha le mani meno legate di altri".
Ma come si troverebbero i soldi per un intervento del genere? Voi associazioni di consumatori accettereste un aumento su giochi, alcool e tabacco, come proposto dal nostro giornale?
"In una battuta: vanno bene tutte le ipotesi tranne quella di aumentare i carburanti. In altri termini: studiamo dove si possano trovare le risorse. Quando si è discusso della manovra salva-Italia io dissi che avrei voluto tassare di più i patrimoni. E anche in questa occasione dico che è lì che si possono trovare le risorse. Ma anche giochi, tabacco e alcool, pur già toccati, non devono essere tabù".
Il governo però ha iniziato a muoversi per liberalizzare la distribuzione dei carburanti. Troppo poco?
"Drammaticamente poco. Io voglio le liberalizzazioni ma quello che serviva era staccare la distribuzione dalla filiera petrolifera, e questo non è stato fatto. I distributori devono poter decidere che benzina, che gasolio vendere. Diventare multi marchio. Così si crea concorrenza. E prezzi un po' più bassi".
Le compagnie obiettano: ma se molti distributori sono nostri.
"E' vero. E allora io dico, le compagnie vendano le loro reti, magari ai gestori".
Voi avevate anche proposto l'introduzione dell'"accisa mobile". Di che si tratta?
"Quando il petrolio aumenta in maniera notevole cosa succede? Che l'Iva, essendo calcolata in maniera percentuale, cresce e lo Stato incassa di più. Noi dicemmo: introduciamo una accisa mobile, che contrasti l'aumento dell'Iva superato un certo prezzo del petrolio. Fu anche messa in una legge, ma non è stata mai davvero applicata".
Favorevoli o contrari a scioperi selettivi nei confronti delle compagnie che speculano?
"Se fatto in maniera intelligente, cioè con obiettivi chiari e per un periodo limitato nel tempo, può anche essere un'arma efficace".
Alessandro Farruggia
notizie tratte da La Nazione