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Notizie Nazionali - Economia (26/01/2012)

E i furbetti speculano sul caos Ortaggi piu' 40%, gasolio a 1,936

Consumatori furiosi: per le famiglie una mazzata da 144 euro al mese

Elena G. Polidori 
ROMA 
LA SPECULAZIONE è arrivata, puntuale, al quarto giorno di blocco dei tir. E il primo tetto a saltare è stato quello del prezzo della benzina. A macchia di leopardo, un po' in tutta Italia, ci sono stati episodi di distributori che hanno aumentato - di poco - il costo del carburante, ma mai come in Irpinia e nel napoletano, dove si è toccato un +10%. Per fare un esempio del malcostume, tutto italiano, di approfittarsi delle emergenze per speculare, ecco il caso di un cinquantenne di Moschiano, in provincia di Avellino, titolare di una stazione di servizio, che è stato denunciato dalla Guardia di Finanza per truffa con l'impianto, che è stato posto sotto sequestro; aveva fatto lievitare il gasolio fino a 1,936 euro.

CASI SINGOLI a parte, il blocco dei tir ha causato, almeno fino ad oggi, un danno di 50 milioni di euro al giorno. A partire dal deterioramento di prodotti ortofrutticoli, per non parlare degli sprechi di derrate alimentari: secondo la Coldiretti, cinquantamila tonnellate di prodotti alimentari deperibili al giorno tra latte, fiori, frutta e verdura, che quotidianamente lasciamo le aziende agricole e le stalle, rischiano di essere buttati. Il tutto, sottolinea il presidente Sergio Marini, «mentre nei negozi e supermercati le ultime scorte saranno esaurite entro un paio di giorni, ma già adesso mancano molti prodotti e si registrano speculazioni al consumo sui prezzi che per alcuni ortaggi sono aumentati anche del 40%». Ma si tratta, per lo più, di piccoli esercizi, mentre alcune catene di grande distribuzione come la Conad, hanno bloccato i prezzi (la stessa cosa è stata fatta dalla Coop Adriatica) ed è presumibile che altre catene di supermercati seguiranno nelle prossime ore. Anche se la situazione è stata vissuta in modo completamente differente nel centro di Roma e nel centro di Milano: banchi del fresco vuoti nei punti vendita della Capitale, pochi disagi in quelli del capoluogo lombardo. Però, un po' ovunque, si registra il «panico d'acquisto» di provviste alimentari. E così la speculazione si fa largo, con prezzi che sono aumentati spesso anche del 200%. Un danno ingente per le famiglie italiane, che in pochi giorni spenderanno il 15-20% in più. Lo dice la Cia-Confederazione italiana agricoltori. Secondo Federconsumatori fino a 144 euro in più al mese a famiglia. Un esempio? Le zucchine, che poco meno di una settimana fa venivano vendute al dettaglio a 3 euro al chilo, hanno toccato quota 7,50. Stesso discorso per l'insalata, passata da 2 euro/kg a 4,30 euro/kg o per le melanzane, da 2,50 euro/kg a 3,50 euro/kg. Stessa cosa per la frutta di stagione come le arance che sono rincarate del 100% (da 1 euro/kg a 2 euro/kg), le mele da 1,20 euro/kg a 2,10 euro/kg e le pere da 1,30 euro/kg a 2,30 euro/kg. I pochi agricoltori che riescono a trasportate le loro produzione vendono alle stesse quotazione di un mese fa.
notizie tratte da La Nazione

 

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