Roma, 19 gennaio 2012 - L'incontro con il governo è stato positivo. E' il giudizio dei sindacati dei tassisti dopo l'incontro a palazzo Chigi. Il segretario generale della presidenza del Consiglio, Manlio Strano, e le rappresentanze dei tassisti "si sono confrontati sulle proposte di modifica consegnate ieri sera" dalla categoria e al termine dell'incontro "il segretario generale ha assicurato che le proposte dei sindacati, alcune delle quali indubbiamente ragionevoli, saranno valutate e discusse collegialmente dal Consiglio dei ministri di domani". E' quanto recita il comunicato siglato al termine dell'incontro a palazzo Chigi e che è stato letto dagli esponenti delle rappresentanze sindacali delle auto bianche.
"Si è svolto stamane a Palazzo Chigi - si legge nel comunicato di palazzo Chigi - il previsto incontro tra la presidenza del Consiglio e le rappresentanze sindacali dei tassisti. Dopo aver illustrato la posizione del Governo in tema di liberalizzazioni del settore, il Segretario generale Manlio Strano e i rappresentanti sindacali si sono confrontati sulle proposte di modifiche consegnate ieri sera alla presidenza del Consiglio". "Al termine dell'incontro il Segretario generale - si sottolinea nella nota - ha assicurato che le proposte avanzate dai sindacati (alcune delle quali indubbiamente ragionevoli) saranno valutate e discusse collegialmente dal Governo nel Consiglio dei ministri di domani".
I TASSISTI: "E' TUTTO NELLE MANI DI MONTI" - "E' tutto nelle mani di Monti e del consiglio dei ministri". Lontano dai taccuini, i tassisti partecipanti all'incontro con il segretario generale della presidenza del consiglio Manlio Strano, riferiscono che la parola decisiva sulla liberalizzazione dei taxi spetta al premier. Il segretario Strano ha ascoltato le richieste dei sindacati, e li ha congedati con "un impegno" a rappresentare le loro ragioni al gabinetto di governo. "Per ora ci sono solo promesse- spiega un sindacalista- di concreto nulla".
Il governo ha accettato di esaminare la richiesta dei sindacati sulle licenze. Le sigle delle auto bianche riferiscono che è rimessa in discussione la concessione a uno stesso soggetto di una "pluralita'" di licenze, cosa che consentirebbe a una sola societa' di essere titolare di piu' autorizzazioni. Ma i tassisti, nel corso della riunione a Palazzo Chigi, hanno contestato anche il principio della doppia licenza e hanno offerto in cambio la disponibilita' a cedere la licenza originaria su turni piu' flessibili. "Quando superiamo un tot di ore- spiega un sindacalista- allora cediamo l'auto a un altro lavoratore. Questo si puo' fare, ma la licenza deve rimanere una sola". Su questo il cdm valutera'.
Per quanto riguarda il rilascio delle licenze, i tassisti chiedono che resti una facoltà, e non un obbligo, dei sindaci, d'intesa con i sindacati. L'Autorità per i trasporti non deve avere potere decisionale sul numero delle licenze attive, ma solo consultivo. Anche su questo, il governo si e' ripromesso di decidere. Per quanto riguarda la territorialita', i tassisti chiedono che rimanga la disciplina in vigore, ma concedono la possibilita' di derogarla nel caso di accordi tra comuni.
DAL CIRCO MASSIMO CONTRO I SINDACATI: "VERGOGNA" - "Vergogna, non torniamo al lavoro". I tassisti riuniti a Circo Massimo non hanno accolto favorevolmente l'invito da parte dei sindacati a riprendere il servizio dopo l'incontro col governo. Alcuni sindacalisti sono stati costretti a scendere dal palco tra spintoni e urla. Dopo fischi e petardi i tassisti hanno bloccato il traffico. "I sindacati ci hanno tradito e sono scappati via". La pensano così i tassisti che continuano la protesta. I manifestanti non hanno preso bene le notizie portate dai sindacati che questa mattina hanno avuto un incontro con il governo a palazzo Chigi: "Non possono chiederci di tornare al lavoro quando non hanno niente in mano - ha commentato un tassista - sono giorni che siamo qui in piazza ed ogni volta che prendono parole i sindacalisti parlano di aspettare e di rinvii. Solo chiacchiere e nessuna certezza. La mobilitazione per noi continua".
FARMACIE: IL PIANO SCONTENTA TUTTI - Le misure contenute nell'ultima bozza di Decreto sulle liberalizzazioni "scontentano i farmacisti titolari di parafarmacia, che si sentono minacciati economicamente dall'apertura di un gran numero di farmacie, i collaboratori e i titolari di farmacia che sono contrari alla vendita dei farmaci di Fascia C con ricetta negli esercizi commerciali. Non vedo come su queste basi possa proseguire la sua azione un Governo tecnico che deve mirare all'unita' e alla condivisione degli obiettivi che sono la garanzia di risultati tangibili". A dirlo e' Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi), che sottolinea come nel decreto si "si dice una cosa e se ne fa un'altra".
"Non è abitudine della Federazione degli Ordini intervenire a commento di indiscrezioni e anticipazioni - premette Mandelli - ma nel caso delle bozze del Decreto sulle liberalizzazioni fin qui filtrate, corre l'obbligo di sottolineare una evidente contraddizione tra ciò che si dice esplicitamente di voler fare, aumentare il numero delle farmacie, e i risultati concreti che le misure previste potranno determinare". Il testo del decreto, infatti, prevede che i farmaci etici di fascia C possano essere venduti negli esercizi commerciali nel caso che in una Regione non si apra almeno l'80% delle farmacie previste con i nuovi parametri.
SCIOPERO BENZINAI DI 10 GIORNI - Il Coordinamento Nazionale Unitario di Faib Confesercenti e Fegica Cisl dichiara "l'immediato stato di agitazione e la chiusura per sciopero degli impianti stradali ed autostradali di 10 giorni". Lo annunciano i sindacati in una nota specificando che "le date saranno indicate e rese note se e non appena le bozze di decreto circolate in queste ore dovessero trovare conferma ufficiale".
notizie tratte da La Nazione